Rosatellum bis: alla Camera ok alle prime due fiducie

12 Ottobre, 2017, 13:28 | Autore: Santina Resta
  • Elettore che inserisce la scheda nell'urna

Ma a che prezzo?

Oggi la Camera si esprime sui due primi articoli del Rosatellum, la nuova legge elettorale, mentre domani è previsto il voto di fiducia sul terzo articolo.

A Montecitorio arrivano i primi due sì sulla legge elettorale.

Tra gli esponenti di Campo Progressista in piazza ci sono tra gli altri, Ciccio Ferrara, Marco Furfaro, Massimiliano Smeriglio, Michele Piras, Giovanna Martelli, Franco Bordo, Gianni Melilla, Marisa Nicchi, Michele Ragosta, Filiberto Zaratti, Mapi Pizzolante. Per fortuna c'è chi ha questa forza.

Mentre i deputati di maggioranza restavano immobili, quelli di M5S hanno urlato sventolando le copie del regolamento di Montecitorio: uno di questi volumi è stato lanciato al centro dell'Emiciclo da Danilo Toninelli di M5S mentre i suoi colleghi gridavano e fischiavano e Carla Ruocco sbatteva sul banco la 'ribaltina' di legno, per fare rumore.

La necessità di una riforma elettorale è venuta dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale di parte dell'Italicum, la legge elettorale per la sola Camera voluta dal governo Renzi insieme alla riforma del Senato non andata in porto dopo la vittoria del no al referendum costituzionale del dicembre 2016.

E la Costituzione? La carta fondante non dice niente a riguardo della questione di fiducia posta dal Governo, essendo una pratica prevista esclusivamente dai Regolamenti Parlamentari. Principalmente, armonizza la formula elettorale delle due Camere. "In piazza contro 'il colpo di Stato' istituzionale".

Alle 17.30 al Pantheon, si sono dati appuntamento i sostenitori di Mdp, presente Pier Luigi Bersani.

Ma fra legalità e correttezza politica corre un filo sottile, sul quale giocano le varie parti in causa.

La mossa del gabinetto Gentiloni può dirsi, almeno dal punto di vista del consenso, non solo un pasticcio, ma addirittura un suicidio. Ma "siamo ormai a scadenza di legislatura". Alessandro Di Battista ha messo nel mirino la Lega Nord: "Salvini si è venduto per qualche voto in più cedendo lo scettro di comando a Berlusconi", ha detto. Il primo articolo delinea il sistema di elezione della Camera: un mix di collegi uninominali maggioritari (il 36%) e di proporzionale in collegi plurinominali con liste bloccate (il 66%), ossia senza preferenze, per la ripartizione dei seggi.

Il "gioco" del Governo va in direzione del tutto opposta e punta pubblicamente a "non perdere l'ultimo treno", parole che alcuni giornali riportano come pronunciate dal Presidente del Consiglio Gentiloni. Il candidato premier pentastellato assicura: "Se non ce la dovessimo fare a fermarli, tenetevi pronti perche' la prossima settimana saremo di nuovo in piazza davanti al Senato". I sì sono stati 307, i no 90, gli astenuti 9. Il cammino della legge elettorale alla Camera si completerà domani con la terza votazione di fiducia, la discussione sugli ordini del giorno e il voto finale sulla legge, che molto probabilmente sarà a scrutinio segreto, (basta che lo chiedano 30 deputati). Si rischiava di finire stritolati dalle imboscate di chi non ha nulla da perdere e nel segreto dell'urna avrebbe cercato di affossare tutto.

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