Alternanza scuola-lavoro per disabili, necessari chiarimenti Miur

13 Ottobre, 2017, 01:56 | Autore: Santina Resta
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	Mobilitazione degli studenti

Ha suscitato non poche polemiche, la circolare inviata alle scuole medie per regolamentare l'uscita da scuola degli alunni. "La sicurezza prevale sull'autonomia e andare a prendere i figli dodicenni a scuola non li trasforma certo in bamboccioni: gli spazi dell'autonomia sono altri", spiega all'Adnkronos Salute il pediatra Italo Farnetani, ordinario alla Libera Università Ludes di Malta, che però inviata le istituzioni a non lasciare soli i genitori e a 'lavorare' per mettere a punto strategie in grado di consentire ai ragazzi di muoversi senza correre rischi. Il bando, che fa parte del progetto "Orientamento al lavoro e alle professioni", è stato presentato questo pomeriggio in occasione dell'Alternanza Day, l'iniziativa promossa da Unioncamere nazionale, con l'obiettivo di far incontrare scuole, imprese, associazioni imprenditoriali e mondo del non profit. La "stretta" deriva da una sentenza della Cassazione che lo scorso maggio ha condannato una scuola e il Miur per la morte di uno studente investito da uno scuolabus.

"In molte scuole è completamente assente uno statuto che regolamenti i diritti degli studenti in alternanza, che garantisca i diritti fondamentali per un'alternanza lavoro realmente formativa". Il motivo è piuttosto semplice: secondo il codice penale, per i minori di 14 anni è prevista la presunzione di incapacità e quindi se viene abbandonato da colui che lo ha in custodia rischia la reclusione che può variare dai 6 mesi ai 5 anni. Nei casi più rigidi la formula che si trova è che gli alunni minorenni vanno prelevati direttamente dai genitori o da soggetti maggiorenni delegati anche di volta in volta dall'esercente la patria potestà. "L'età 11-14 è quella dell'autonomia: così precludiamo ai ragazzi ogni percorso di crescita".

Sempre da Corriere.it si legge la dichiarazione del pedagogista Daniele Novara che sulla questione ha dichiarato: "La circolare è un'idea balzana dettata dalla paura, dalla mancanza di responsabilità pedagogica e dalla burocratizzazione della scuola". Infatti, mentre in Italia solo il 30% dei ragazzini torna a casa da solo, nel resto d'Europa si arriva al 90%. Li vogliamo chiudere in casa?

I presidi e professori capiscono il disagio arrecato alle famiglie ma non sono intenzionati a fare passi indietro poiché solo loro subirebbero le conseguenze del mancato accompagnamento dell'alunno.

I favorevoli alla circolare parlano invece di una misura più che giusta per proteggere i ragazzi dai pericoli e dai malintenzionati che possono incontrare per strada, soprattutto in una età delicata come quella della preadolescenza.

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