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Catalogna: Puigdemont non retrocede, Madrid nemmeno

21 Ottobre, 2017, 20:24 | Autore: Eufebio Giannola
  • “Caro Rajoy…” sull'indipendenza la risposta di Puigdemont all'ultimatum di Madrid

Alle 10 del mattina di oggi, giovedì 19 ottobre, scadono i termini dell'ultimatum alla Catalogna lanciato la scorsa settimana dal premier spagnolo Mariano Rajoy.

Al momento la situazione può essere riassunta così: la Catalogna ribadisce che non ha votato per l'indipendenza ma è pronta a farlo qualora il governo centrale non porrà fine alle minacce, Madrid ha deciso che prenderà ogni provvedimento necessario per garantire l'unità nazionale, primo fra tutti la revoca dell'autonomia (art. 155), sabato prossimo. Il presidente catalano, nella seconda lettera inviata al presidente spagnolo, infatti, ha scritto che se Madrid deciderà di applicare l'articolo 155 della Costituzione, che porta alla sospensione dell'autonomia catalana, chiederà al Parlamento della Generalitat di votare la dichiarazione di indipendenza.

Nei giorni scorsi i casi più eclatanti erano stati quelli del Banco di Sabadell, che ha spostato la sede sociale ad Alicante, e della Caixa, che in quanto banca ha traslocato a Valencia, mentre in quanto Fondazione La Caixa, a capo della holding che controlla la banca, ha optato per Palma di Maiorca, nell'arcipelago delle Baleari.

Le misure previste dall'articolo 155 della Costituzione saranno applicate vista la risposta negativa del leader della Catalogna Carles Puigdemont.

La sospensione della dichiarazione unilaterale d'indipendenza, in vigore del 10 ottobre, "resta vigente", si legge nella lettera indirizzata al premier Mariano Rajoy. Quindi, se da un lato si ringrazia "il sostegno delle forze politiche" che in modo compatto "stanno rispondendo alla sfida secessionista", dall'altro si biasima l'atteggiamento della "Generalitat catalane, che deliberatamente e sistematicamente, ha cercato lo scontro istituzionale nonostante i gravi danni che sta causando alla convivenza e all'economia della Catalogna". Rajoy non ha esitato a rispondere, definendo il tutto un inaccettabile ricatto. Nel frattempo Puidgemont potrebbe cercare di giocare in contropiede, sottoponendo l'indipendenza al suo Parlament (a maggioranza indipendentista) prima che la maggioranza 'unionista' di Madrid proceda a bastonarne le ambizioni. Il riferimento è all'arresto dei due leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart. Sperando che Puigdemont accetti di convocare elezioni che evitino di usare il 155.

Da lì sfuggire decisamente di mano in un circolo vizioso dagli esiti che potrebbero diventare davvero tragici. "155" ha affermato dopo una riunione della direzione del partito.

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