Referendum Lombardia e Veneto: vince il sì

25 Ottobre, 2017, 04:31 | Autore: Doriano Lui
  • ANSA									+CLICCA PER INGRANDIRE

Non cambia la posizione della Regione Lombardia dopo il risultato del referendum di domenica 22 ottobre per l'autonomia. Maroni punta, infatti, al riconoscimento della "specialità" della sua Regione, senza uno Statuto speciale, quindi senza chiedere una modifica della Costituzione. E, se l'Italia fosse fatta di regioni tutte autonome, c'è da ritenere che ognuna metterebbe in azione un qualche marchingegno per privilegiare i propri residenti ai danni degli altri.

Alle ore 00.46 ci è pervenuto anche il dato definitivo di Legnano, che si attesta al 37,03. Per quello di Milano, Giuseppe Sala, quello di Zaia: "è un discorso pericolosissimo, e bene ha fatto Maroni a prendere le distanze". "Chiediamo anche che il Veneto diventi Regione a statuto speciale". "Non è ricevibile dal Governo", ha replicato Gian Claudio Bressa, sottosegretario agli Affari regionali. Un quarto d'ora fa abbiamo avuto un attacco più grave - ha aggiunto - sono riusciti a bloccarci la nuvola, ma comunque abbiamo le schede.

A volere più competenze e risorse per la Regione è la maggioranza assoluta dei veneti. Aveva chiesto un mandato popolare per avere più peso nella trattativa con il governo (non ce n'era alcun bisogno, come detto prima), e invece ne esce indebolito. Salvini si è mostrato abbastanza preoccupato per il cambio di strategia adottato dal Veneto. Soprattutto perchè non è stata concordata. Non sa se si tratti di vicende interne alla Lega o solamente per mostrare i muscoli. "Andrò a Roma a dire che i cittadini che si sono recati a votare sotto la pioggia hanno diritto di portare a casa i risultati", annuncia Zaia.

La speranza era quella di fare una battaglia in due, ma adesso è cambiato tutto.

"Vogliamo che ci siano riconosciute le possibilità scritte nella Costituzione".

Raccomandato: