Palermo, blitz contro il clan del Borgo Vecchio: 17 arresti

10 Novembre, 2017, 17:17 | Autore: Santina Resta
  • Blitz in enclave Cosa nostra, 17 arresti

Un importante cambiamento culturale, seppur limitato a dei casi ancora isolati pur tuttavia sempre più in crescita; per la mafia di Borgo Vecchio e, in generale, del centro di Palermo si è trattato senza dubbio di un duro colpo.

Le indagini che hanno portato agli arresti, prosecuzione di pregresse operazioni condotte nei confronti del mandamento di Porta Nuova, hanno permesso la disarticolazione dell'attuale organigramma della famiglia mafiosadi Borgo Vecchio, individuandone gli assetti e le relative dinamiche attraverso le numerose attività di intercettazioni audio/video ed il contributo di due collaboratori di giustizia, ex esponenti apicali del clan.

I carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo, su disposizione della Procura distrettuale e mandato del gip del Tribunale di Palermo, hanno arrestato 17 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, rapina, illecita detenzione di armi e munizioni e fittizia intestazione di beni. Alcune vittime, sentite dai militari dell'Arma, hanno confermato di aver pagato il pizzo e le pressioni subite.

Sono finiti in manette, tra gli altri, Elio Ganci, che sarebbe subentrato ai fratelli Tantillo alla guida del clan di Borgo Vecchio, Fabio Bonanno, Salvatore D'Amico, Luigi Miceli e Domenico Canfarotta. L'inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, ha portato al ritrovamento del cosiddetto "libro mastro" del pizzo, una sorta di documento contabile nel quale erano elencato vittime, quote e bilancio delle estorsioni.

Secondo gli inquirenti il boss si era dedicato alle attività estorsive, al controllo dello spaccio sul territorio, e aveva aperto attività commerciali riconducibili al clan e intestati a prestanome.

Individuati, infine, gli autori di una sparatoria avvenuta il 4 marzo 2015, nella piazza centrale del quartiere di Borgo Vecchio e i responsabili di una rapina avvenutala sera del 26 giugno 2011 in un'abitazione dello stesso quartiere.

"Nel corso degli anni cosa nostra ha mutato pelle e diversificato i propri affari", ha dichiarato il Colonnello Antonio Di Stasio, Comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo. I mafiosi avevano reclutato come esattore anche un 16enne per ricevere il pizzo.

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