Russiagate, gli ex vertici della CIA si scagliano contro Trump

13 Novembre, 2017, 14:41 | Autore: Santina Resta
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E se da un lato, i russi smentiscono dell'esistenza di un Russiagate, negli Usa la presunta interferenza del Cremlino sulle elezioni presidenziali americane continua ad alimentare sospetti e tensioni, mettendo sempre più in difficoltà, l'amministrazione Trump. "Il presidente dovrebbe vergognarsi", aggiunge Brennan.

Al termine del vertice APEC, dopo tre brevissimi colloqui, definiti un successo da Putin, Trump e Putin hanno approvato una dichiarazione congiunta in cui si dichiarano d'accordo nel continuare gli sforzi congiunti nella lotta all'ISIS fino a quando sarà sconfitto e nel non intervenire militarmente in Siria, confermando il loro impegno per la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale del Paese, sollecitando le parti coinvolte nel conflitto siriano ad aderire al processo di pace di Ginevra e chiedendo ai Paesi ONU un maggiore sforzo umanitario per assistere il popolo siriano. Quindi, l'ex capo della Cia sottolinea come le parole del tycoon "dimostrano al presidente russo che può essere condizionato se ci si appella al suo ego e si punta sulle sue insicurezze. Questo è molto, molto inquietante, un pericolo per la sicurezza nazionale". Dubitare dell'onestà di Jim Clapper, ex generale, l'11 novembre, giorno in cui si rende omaggio ai veterani, "è scandaloso", ha detto ancora oggi Brennan, nominato allora da Barack Obama. Conversando con un gruppo di giornalisti a bordo dell'Air Force One prima di atterrare ad Hanoi, il presidente americano ha passato in rassegna i suoi interlocutori nelle principali capitali del mondo: "Mi intendo perfettamente con Angela (Merkel), anche se voi giornalisti non lo scrivete", ha detto Trump con riferimento alla cancelliera tedesca. Tra le questioni al centro interrogatorio di Miller, secondo quanto riferisce la Cnn, il licenziamento in tronco dell'ex capo dell'Fbi, James Comey. Il 32enne Miller ha giocato un ruolo chiave in molte delle politiche della Casa Bianca compreso il controverso "Travel ban", il divieto di ingresso in Usa per i cittadini provenienti da Paesi considerati a rischio o l'eliminazione delle tutele per i Daca, i giovani immigrati clandestini portati negli Stati Uniti da piccoli e che l'ex presidente Barack Obama aveva tutelato rispetto alle deportazioni. I servizi americani evidentemente non hanno gradito la posizione presa da Trump riguardo alle interferenze russe nelle presidenziali: il presidente ha sostanzialmente detto di credere a Putin, che gli ha assicurato che Mosca non ha compiuto niente del genere.

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