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Marzabotto, il calciatore e il saluto fascista: "Braccio teso? Salutavo mio padre…"

14 Novembre, 2017, 21:35 | Autore: Eufebio Giannola
  • Marzabotto, l'esultanza fascista di un calciatore che offende le vittime dei nazisti

"Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui sono totalmente pentito e dispiaciuto.la società Futa 65 e i miei compagni di squadra sono stati da me tenuti all'oscuro della maglia incriminata che portavo sotto quella da gioco e delle mie intenzioni di mostrarla".

Un gesto sconsiderato e vergognoso, compiuto per di più sul campo da calcio di Marzabotto, teatro delle stragi nazi-fasciste dell'autunno 1944. Ma questo pentimento non ha evitato a Eugenio Maria Luppi la tempesta di critiche e attacchi arrivatigli da tutta Italia, specie dal mondo della politica, ed anche la sospensione dall'attivita' agonistica e la multa da parte della societa' di appartenenza, la 65 Futa, compagine che milita nel campionato di seconda categoria e che si e' pubblicamente scusata per l'accaduto "con tutte le persone colpite nel profondo da questo gesto". Si tratta di un atto premeditato che Marzabotto non giustifica per nessuna ragione. L'amministrazione comunale procederà, quindi, per vie legali al fine di chiedere l'applicazione delle leggi esistenti che puniscono il reato di apologia di fascismo. Durante la partita di seconda categoria del girone Ia tra la nostra e la squadra 65 Futa, un giocatore ospite, dopo la realizzazione del secondo gol che ha segnato la vittoria degli ospiti, è corso verso la tribuna facendo più volte il saluto romano e, dopo essersi sfilato la maglia della squadra, ha esibito platealmente e provocatoriamente una maglietta con un ben noto simbolo fascista, arrampicandosi sulla rete di separazione tra il campo e la tribuna stessa. Sono consapevole di aver recato offesa non solo alle associazioni partigiane e antifasciste, ma a tutta la comunità di Marzabotto. Ma era mio dovere morale scusarmi.

"Inoltre - continua l'amministrazione comunale di Marzabotto - chiederà alla Federazione Gioco Calcio di Bologna di prendere immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l'allontanamento del giocatore dai campi di calcio".

Una partita di calcio di seconda categoria che si trasforma in un episodio di triste attualità. Lo sport, soprattutto ai livelli locali, deve essere strumento di crescita umana ed educazione civica e non deve copiare i peggiori esempi che accadono negli stadi a livello nazionale. Nella frazione di Casaglia la popolazione si rifugiò in chiesa ma i nazisti uccisero il parroco e tutti i civili: le vittime furono 197 di cui 52 bambini. Dopo il vantaggio dei padroni di casa, gli avversari hanno prima pareggiato e poi completato la rimonta a tempo scaduto. Secondo il sindaco di Marzabotto, "risulta assai improbabile che nessun dirigente della societa' 65 Futa si sia accorto negli spogliatoi della maglietta indossata dal calciatore in questione". La condanna unanime è arrivata anche dall'Anpi e dal ministro dello Sport, Luca Lotti, il quale ha definito "inaccettabile" l'episodio, bollandolo come un gesto "che va condannato con fermezza".

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