Uber, nascosto il furto dei dati di milioni di clienti

22 Novembre, 2017, 11:26 | Autore: Doriano Lui
  • Uber, nascosto il furto dei dati di milioni di clienti

Lo rivela Dara Khosrowshahi, l'amministratore delegato entrato in carica lo scorso agosto.

I dati di 57 milioni di clienti di Uber sono stati piratati, ma la multinazionale per il trasporto privato lo ha tenuto nascosto per un anno preferendo pagari un riscatto, ben 100 mila dollari, agli hacker che avevano piratato nomi, email, numeri di telefono di 50 milioni di clienti e 7 milioni di autisti.

Secondo la famosa agenzia di stampa, gi hacker sarebbero stati in grado di trovare le credenziali di accesso da parte di ingegneri Uber su Github, una famosa repository che avrebbe dato loro l'accesso ad un server cloud di Amazon che conteneva le informazioni. Lo stesso vale per i percorsi dei viaggi.

"L'incidente non ha colpito il sistema dell'impresa né la sua infrastruttura", ha poi aggiunto. L'azienda ha affermato di aver chiamato una serie di esperti forensi per analizzare la violazione, che a quanto pare non avrebbe interessato i numeri delle carte di credito, coordinate bancarie e previdenza sociale. "Abbiamo identificato i responsabili e ottenuto delle assicurazioni che i dati raccolti saranno distrutti".

Questo però è tutto da dimostrare, oltre al fatto che per aver taciuto sul furto, Uber potrebbe aver esposto - spiegano i media americani - a rischi più ampi clienti, dipendenti e persone che hanno a vario titolo a che fare con l'azienda. "Al momento dell'incidente abbiamo preso immediatamente le misure per mettere al sicuro i dati e mettere fine all'accesso non autorizzato". In merito a questa scelta lo stesso Ceo Khosrowshahi ha ammesso che la società ha sbagliato nel non informare subito le vittime del pirataggio informatico e le autorità, riaprendo il dibattito sulla sicurezza e la trasparenza di tutte le società' che gestiscono milioni di dati personali.

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