In pericolo la Net Neutrality: chi vince e chi perde

15 Dicembre, 2017, 15:23 | Autore: Piera Gizzi
  • In pericolo la Net Neutrality: chi vince e chi perde

Donald Trump mantiene la promessa di abolire il principio della net neutrality, cioè della Rete priva di discriminazioni.

Una misura, quella in questione, sponsorizzata dal presidente della commissione Ajit Pai, secondo cui le regole precedentemente in atto erano praticamente inutili, in quanto i fornitori di servizi anche in precedenza non hanno mai bloccato l'accesso a determinati contenuti, ma in molti hanno fatto notare che spesso le aziende impedivano agli utenti di accedere ad app concorrenti o hanno messo in atto delle politiche quanto meno discutibili. "Non stiamo mettendo fine a internet, questa è solo un'apocalittica retorica", ha aggiunto il commissario Carr.

E già pochi minuti dopo la decisione della Fcc, il procuratore di New York, Eric Schneiderman, ha annunciato che farà causa contro la decisione e si tratterà di un'azione legale appoggiata da più Stati. Il colosso della tv in streaming Netflix si è detto "deluso" per il provvedimento, prevedendo all'orizzonte una lunga battaglia. Dello stesso tenore Twitter, che si è impegnato a continuare a difendere un "internet aperto", spostando la battaglia in tribunale. Clyburn ha ricordato come anche diversi repubblicani al Senato si sono schierati a favore della neutralità della rete. A votare contro i due membri democratici della commissione. La FCC (Federal Communications Commissions) ha abolito le norme volute dall'amministrazione precedente in materia di neutralità della rete, quelle che - in buona sostanza - difendono il principio democratico di un Internet a "una sola velocità", uguale per tutti i cittadini indipendentemente dal proprio Internet Provider: una rete neutrale è quella che non favorisce nessuno, che non permette agli ISP di apporre blocchi arbitrari (eccezion fatta per le prescrizioni di legge e dei giudici) né accessi prioritari a certi servizi o rallentamenti.

Le critiche all'abolizione sono state bipartisan e sono arrivate anche dai creatori di internet, che avevano chiesto la cancellazione del voto. "Internet è una delle invenzioni più potenti della nostra storia" e mettere gli interessi delle grandi aziende e dei loro azionisti sopra i consumatori non è corretto, ha affermato la commissaria democratica Fcc, Mignon Clyburn. "E' un bene che l'ultima parola non sia della commissione".

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