Nadia Toffa, un black-out di 5 ore e la solidarietà dei politici

17 Dicembre, 2017, 15:41 | Autore: Bianca Mancini
  • Nadia Toffa, un black-out di 5 ore e la solidarietà dei politici

Domani, domenica 17 dicembre in prima serata su Italia 1, a "Le Iene Show", intervista esclusiva a Nadia Toffa che, dopo il ricovero in ospedale di due settimane fa, parla per la prima volta di quanto accaduto. Con il suo programma, e i tanti servizi da lei condotti, aveva colto in castagna, ridicolizzato e messo in imbarazzo pubblicamente più di un politico. La Toffa ha dichiarato il volo come "una fig*ta pazzesca". È nel nostro mestiere da Iene battersi per tutelare diritti, parlare di salute, problematiche, difendere la gente, quindi andiamo senza paura di nessuno e affrontiamo chiunque. Un'altra cosa che mi ha stupita sono i messaggi da parte di politici con cui ho un rapporto "conflittuale". Tutto sarebbe cominciato con un senso di stanchezza, confusione e rallentamento sottovalutato dall'artista, abituata ad "andare a mille, correre sempre". "Poi sono caduta di faccia, ho ancora un livido ma sta migliorando" ricorda Toffa, spiegando che già mentre era al telefono con l'ideatore de "Le Iene" Davide Parenti aveva capito che c'era qualcosa che non andava.

Lei di quei momenti concitati ricorda l'ambulanza: "Non l'avevo mai presa, all'inizio pensavo fosse successo un incidente, dopo mi sono resa conto che forse sentivo la sirena un po' troppo vicina e che quindi fosse mia. Ho ripreso conoscenza in ambulanza" ha aggiunto. La Iena, colpita da un grave malore lo scorso 3 dicembre, non solo è uscita dall'ospedale ma si è anche concessa qualche coccola dal parricchiere insieme alla mamma. Avevo chiuso la valigia, messo il cappotto e prima di scendere ho detto: "Sai che quasi quasi mi sdraio un attimo?", ma non è da me. Sinceramente e profondamente commossa, vi aspetto stasera per abbracciarvi tutti, ma proprio tutti tutti, uno per uno. A un certo punto, sono caduta. "Quindi ho realizzato che era la mia". Lui poi mi ha detto che ero molto rallentata. Dopo poche ore ecco l'arrivo al San Raffaele di Milano grazie ad un elicottero.

"L'ultima frase che mi ricordo era quella della ragazza della reception che mi ha detto: "Vuoi che ti dia una mano con le valigie, ché è arrivato il taxi?". Io la guardo e dico: "Ma chi è che gliel'ha detto?"

Poi, nella hall dell'hotel, il malore: "Mi ricordo benissimo la hall dell'hotel. Pregavano per le battaglie che portiamo avanti".

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