Sacchetti a pagamento: tutela dell'ambiente o tassa occulta?

02 Gennaio, 2018, 21:22 | Autore: Doriano Lui
  • Sacchetti a pagamento: tutela dell'ambiente o tassa occulta?

La legge in questione è quella di conversione del decreto legge 2017 n. 123, Disposizioni urgenti per la crescita economica del mezzogiorno, e dice che i sacchetti (chiamati spesso "shopper") con spessore della singola parete inferiore a 15 micron siano biodegradabili e compostabili, certificati da enti appositi.

Una novità che in molti non perdono tempo ad annunciare come l'ennesima stangata per i consumatori, ma vero è che almeno la novità consentirà il ricorso a sporte riutilizzabili come stanno facendo in altri Paesi.

Dal primo gennaio diventano illegali i sacchetti di plastica che siamo soliti utilizzare per imbustare la spesa al supermercato. Ad oggi, anche se la misura non è del tutto rispettata, c'è stata una riduzione nell'uso di sacchetti del 55%.

A proposito dei costi del nuovo sistema, il direttore generale di Legambiente Stefano Ciafani ha dichiarato: "l'innovazione ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purché sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta". Se fosse estesa a tutti i Paesi del Mediterraneo e non solo, i risultati in termini sarebbero molto più rilevanti.

Sono, inoltre, previste multe salate per quegli esercenti che non rispetteranno questa norma. Tassando uno dei beni che quotidianamente vengono più sprecati nei supermercati si spera di invogliare il consumatore a prestare più attenzione nel rispettare l'ambiente.

Addio dunque agli shopper distribuiti gratuitamente per l'ortofrutta: esattamente come avviene per gli shopper monouso da spesa in vendita alle casse dei supermercati al prezzo di 10 centesimi circa, da adesso i sacchetti per frutta e verdura sono a pagamento, esclusivamente biodegradabili e compostabili per legge, nel rispetto dello standard internazionale UNI EN 13432. Lo ha stabilito un provvedimento del Ministero dello sviluppo economico approvato la scorsa estate, che andrà a inficiare sulle tasche delle famiglie italiane fino a 4,5 euro all'anno per ogni persona.

"Si tratta di un balzello inutile che non ha nulla a che vedere con l'ambiente e con la lotta al consumo di plastica - spiega l'associazione dei consumatori".

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