Cancro: è italiana la 'droga' dei tumori che toglie energia alla malattia

05 Gennaio, 2018, 10:42 | Autore: Fausta Monteleone
  • Antonio Iavarone

I ricercatori avevano notato che la proteina di fusione agiva come una sorta di 'droga' capace di scatenare il tumore, di alimentarlo e di legarlo a se', rendendolo completamente dipendente.

Antonio Iavarone, ricercatore Italiano presso la Columbia University di New York, ha recentemente scoperto, insieme al suo staff, la fonte di energia dalla quale i tumori prendono nutrimento. È un lavoro che va avanti da anni, frutto di una serie complessa di tecniche, come l'analisi dei Big Data: "lo studio delle sequenze genetiche dei tumori, catalogati dal progetto americano The Cancer Genome Atlas (Tcga) di cui sono coordinatore per i tumori al cervello".

La chirurgia, seguita da radioterapia e chemio - spiegano gli esperti - non è ancora in grado di curare questo tipo di cancro che porta a morte la maggior parte dei pazienti in meno di due anni.

Lo spiega Iavarone: "È un tumore che colpisce persone di tutte le età, bambini compresi, ma più frequente in chi ha da 45 a 70 anni".

Inizialmente era stata individuata la fusione tra i geni FGFR3 e TACC3 come causa del glioblastoma. Altri studi hanno dimostrato che il meccanismo è presente con simili incidenze percentuali (3%) nel carcinoma del polmone, dell'esofago, della vescica, della mammella, della cervice uterina della testa e del collo.

Con lui molti italiani, come Anna Lasorella e Angelica Castano della Columbia, Stefano Pagnotta e Luciano Garofano e Luigi Cerulo, che lavorano fra la Columbia e l'università del Sannio a Benevento. "Si tratta di decine di migliaia di nuovi malati all'anno su scala globale". Con alcuni farmaci già in commercio pare ci sia la possibilità di ridurre l'attività dei mitocondri senza danneggiare le cellule sane, fino a bloccare la crescita dei tumori umani coltivati in laboratorio oppure iniettati nelle cavie.

Una fusione che dà benzina ai tumori per correre, diffondersi rapidamente e moltiplicare le cellule maligne. A riportare la notizia è Il Mattino di Napoli e a pubblicare i loro studi sono stati invece pubblicati dalla rivista scientifica Nature.

"Sperimentazioni di farmaci che bloccano la proteina di fusione FGFR3-TACC3 sono in corso in Francia", ha aggiunto. "Con la nuova scoperta invece possiamo usare altri farmaci che inibiscono il comportamento abnorme dei mitocondri: i primi risultati dei test su cellule tumorali in coltura e nei topi mostrano che si può interrompere la produzione di energia e fermare la crescita tumorale". "Tuttavia, con il tempo il tumore diventa resistente a questi farmaci e progredisce".

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