La cattiveria dei sacchetti di plastica. Il governo ne impedisce l'omaggio

06 Gennaio, 2018, 20:20 | Autore: Fausta Monteleone
  • Sacchetti di plastica bio, dal 1° gennaio si pagano: costeranno fino a 12 euro a famiglia

Sembra ci siano questioni igieniche (obbiettivamente difficili da cogliere dal momento che il supermercato non è un ospedale e tutti possiamo entrarci anche con le scarpe sporche) e, forse, questa potrebbe essere una delle soluzioni insieme a quella di permettere ai commercianti (magari sotto forma di promozione) di pagare i sacchetti biodegradabili. Come spiegano le informazioni sulla legge contenute sul sito del Senato, l'intervento fa parte di un piano europeo che mira a diminuire drasticamente l'utilizzo della plastica. In realtà, considerato che i bioshopper saranno disponibili a un prezzo che varia da 1 a 3 centesimi di euro, l'esborso dovrebbe essere ben minore, perché per arrivare a spendere tale cifra bisognerebbe comprare in un anno 5 mila sacchetti. Come ha affermato il direttore di Legambiente, Stefano Ciafano 'Ogni innovazione ha un prezzo', dichiarazione che non ha trovato ovviamente consensi unanimi. Invece di prendere i frutti con il guanto usa-e-getta, pesarli nel sacchetto biodegradabile, etichettarli e poi alla cassa pagare il sacchetto, molti consumatori prenderanno la vaschetta di polistirolo con i frutti già imbustati.

Una delle soluzioni più gettonate è quella di pesare ed etichettare singolarmente la frutta (mele, banane, arance e così via) in modo da non dover pagare il sacchetto. E ci avete scritro in tantissimi, con qualche critica ma anche con tanta ironia. Come ha scritto il "Giornale", la Novamont deterrebbe l'80% del mercato dei sacchetti biodegradabili ed è nota per aver inventato i sacchetti di MaterBi, un materiale biodegradabile a base di mais. La stessa norma prevede un lungo percorso nella riduzione degli elementi inquinanti nelle borse, che costringerà l'immissione in commercio nel 2020 di sacchetti dalla materia prima rinnovabile non inferiore al 50%, che dovrà essere almeno del 60% entro il 2021. Le shopper e le buste del supermercato per frutta e verdura sono infatti diventate a pagamento: un balzello che parte dai 2 centesimi a busta, e che non è decisamente piaciuto ai consumatori. Assobioplastiche ricorda che il consumo di buste si aggira tra i 9 e i 10 miliardi di unità, per un consumo medio di ogni cittadino di 150 sacchi all'anno. L'effetto di questa legge sarà naturalmente l'aumento del consumo della plastica, perchè la gente comprerà frutta e verdura già confezionata, secondo la protesta che gira sui social.

Quarto probabile effetto. La convinzione che il prodotto biodegradabile non abbia impatto ambientale può dare ai maleducati una giustificazione per gettarlo nell'ambiente, affermando che tanto sparirà.

Si tratta di sacchetti a retina, riutilizzabili e lavabili in lavatrice a 30°C, su cui si possono attaccare e staccare le etichette con il prezzo dei prodotti acquistati.

I sacchetti fanno più paura degli altri rincari.

.

Le alternative, in ogni caso, ci sono perché alcuni supermercati stanno offrendo gratuitamente le buste di carta, anche queste riciclabili. In più la gente tendeva a portarne a casa una quantità spropositata rispetto all'uso, contribuendo ad aumentare l'inquinamento da plastica.

Tra queste, una su tutte ha generato deformazioni nella comprensione del reale impatto di quanto in vigore da pochi giorni nei supermarket di tutta Italia: la bufala sul 'favore all'amica di Matteo Renzi'. "Oggi sul mercato ci sono dieci diverse aziende chimiche attive a livello mondiale", ha detto Ciafani a "ilfattoquotidiano.it".

"La storia è molto semplice - continua Renzi sul social network - Nel 2017 l'Italia ha attuato una direttiva europea che tende a eliminare la plastica dai sacchetti".

Raccomandato: