Anzaldi (PD): "Calenda voleva dividere il canone con reti private"

08 Gennaio, 2018, 14:29 | Autore: Doriano Lui
  • Carlo Calenda 15 dicembre 2017

Salvini per qualche voto in piu' se la prende con lo ius soli, negando la cittadinanza a 800mila ragazzi che per noi sono gia' italiani. Nessuno parla di lotta agli sprechi in Rai se non gli stessi dipendenti, che vedono sperperi in produzioni esterne quando ci sono professionalità interne.

Il 4 gennaio un articolo di retroscena di Repubblica firmato da Tommaso Ciriaco ha riportato un virgolettato di Matteo Renzi, segretario del Partito Democratico, che avrebbe detto: "Nella prossima direzione del PD proporrò l'abolizione del canone RAI", canone che lui stesso aveva riformato. Per il deputato M5S e presidente della commissione di vigilanza Rai, Roberto Fico, "Renzi e il Pd hanno aspettato la fine della legislatura e lo scioglimento delle Camere per fare l'ennesima proposta propagandistica sulla Rai con l'occhio puntato sulle elezioni".

E sia la concessione che il contratto di servizio non sono per nulla chiari, non definiscono in modo dettagliato gli obblighi del servizio pubblico, cosa sia definibile una trasmissione di servizio pubblico. Rispetto alle prime bozze, come dicevamo sopra, le modifiche sono molte e permetteranno all'Agenzia delle Entrate di ottenere un gettito maggiore rispetto a quanto quantificato inizialmente, si parla di circa 190 milioni di Euro. Perche non ha fatto queste proposte in questi 3 anni di lavori e dibattiti? Dove erano il ministro competente Calenda e il suo sottosegretario franceschiniano Giacomelli che oggi danno versioni opposte?

"Fatemi capire chi ci ha messo il canone in bolletta adesso, in campagna elettorale, dice di volerlo eliminare?"

"Canone Rai. Prima del nostro governo aumentava ogni anno. Dicesi incoerenza". Sul tema interviene anche il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli: "Non posso commentare una proposta basata su una indiscrezione - dichiara - mi meraviglia anche la fretta con cui si dà tutto per certo ed il tono di alcune reazioni". Basta pensare che ha fatto fuori il direttore generale Campo dall'Orto subito dopo la sconfitta referendaria del dicembre 2016 considerandolo uno dei colpevoli.

Non è il contenuto quindi definibile servizio pubblico ma chi lo produce: se va in onda su Rai qualsiasi cosa è servizio pubblico, se va in onda su altre emittenti, anche fosse una mega emergenza che magari Rai peraltro non copre, non è servizio pubblico.

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