Alzheimer e Parkinson: la Pfizer abbandona la ricerca

09 Gennaio, 2018, 14:46 | Autore: Fausta Monteleone
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Le malattie neurodegenerative sono un insieme variegato di malattie del sistema nervoso centrale, accomunate da un processo cronico e selettivo di morte cellulare dei neuroni. Quindi, allo stato attuale, abbiamo a disposizione solo farmaci sintomatici e non ci resta altro da fare che confidare nella futura ricerca, anche se non sarà finanziata da Pfizer.

Pfizer, il più grande gruppo farmaceutico al mondo, con sede a New York, ha abbandonato la lotta al Parkinson e all'Alzheimer dopo ingenti investimenti che non hanno portato i risultati attesi. Si tratta in tutti i casi di farmaci che bloccano l'enzima di conversione beta-amiloide.

Negli ultimi anni la ricerca ha fatto passi da gigante, ma a quanto pare non abbastanza da continuare ad investirci: questa la drastica e drammatica decisione presa in queste ore da un colosso farmaceutico.

Come molti altri concorrenti, si legge sul Wsj, Pfizer ha investito pesantemente per sviluppare cure contro l'Alzheimer e il Parkinson a causa dell'elevata richiesta, ma è andata incontro a grandi delusioni ogni volta che prodotti che sembravano promettenti non hanno ottenuto i risultati sperati durante i test.

Alla fine dello scorso anno, un farmaco anticorpo infuso nei corpi dei pazienti, prodotto da Eli Lilly, non ha avuto un effetto significativo sulla malattia. In precedenza, nel 2012, anche un farmaco messo a punto dalla stessa Pfizer, in joint venture con Johnson &Johnson ed Elan Pharmaceuticals, simile al farmaco Lilly, aveva fallito il suo scopo. Nello specifico l'azienda farmaceutica ha reso noto che provvederà al licenziamento di 300 dipendenti che lavorano nel settore neuroscienze nei centri di ricerca in Massachusettes e in Connecticut. Eli Lilly e AstraZeneca hanno studiato una pillola e i risultati saranno disponibili ad agosto. Qualche tempo fa già Merk aveva rinunciato a proseguire la ricerca contro queste patologie neurodegenerative.

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