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Antonio Cassano, il commovente racconto sull'infanzia e Bari Inter

09 Gennaio, 2018, 10:44 | Autore: Eufebio Giannola
  • Antonio Cassano/

L'ex Inter e Milan, tra le altre, ha rilasciato un'interessante intervista ai microfoni di Canal Plus, parlando molto del suo passato e facendo mea culpa: "Ciò di cui mi pento di più è l'addio al Real Madrid". Un'intervista speciale quella di FantAntonio, che si è soffermato in particolare sulla sua infanzia e adolescenza raccontando particolari che non erano troppo noti: "Ho fatto la fame fino a 17 anni, nel vero senso della parola" ha detto Cassano, ricordando come la madre non lavorasse e la famiglia guadagnasse circa 4 mila lire al giorno. Mia mamma non lavorava, era casalinga. Antonio Cassano non si è ancora ritirato ufficialmente dal calcio giocato, ma è ormai fermo da un po', dopo la brevissima esperienza in ritiro col Verona la scorsa estate. A Madrid ho incontrato due dei più grandi campioni di tutti i tempi, Zidane e Ronaldo, il Fenomeno. Guadagnavamo 3-4000 mila lire [1,5-2 euro, n.d.r.] e con quelli dovevamo passare la giornata, con quelli dovevamo mangiare. "Mia madre ha fatto tanti sacrifici per me, allo stesso tempo non è mai andata a scuola e non è che parla molto bene l'italiano". Invece ho seguito il mio istinto e ho fatto i miei errori, un allenatore non mi ha fatto giocare, l'ho insultato, ma la mia storia era iniziata bene con il Real.

Il calcio in strada per guadagnare qualcosa.

. Molti avrebbero pagato per essere lì. Giocavo per la strada, tra i vicoletti, e naturalmente c'erano le persone più grandi che mi sceglievano, io guardavo chi mi dava mille lire in più o in meno potevo farlo perché ero il più forte di tutti. "Ogni giorno giocavo in strada per guadagnare qualcosina". A volte non giocavo e mi lamentavo, mi arrabbiavo con tutti per niente. Un giorno Capello mi sostituì e diedi di matto nello spogliatoio, lo insultai in spagnolo e in italiano, senza motivo. Senza nessuna reale ragione. In quell'occasione la vita di Cassano cambiò per sempre, grazie ai "miracoli" del calcio: "Avevo 17 anni, la partita che poteva cambiare la mia vita in tutto e per tutto, farmi diventare ricco, famoso e anche bello (ride accarezzandosi il viso, ndr)". Decise così di andare via da Madrid, dopo un anno di continui litigi con tutto e tutti.

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