Apple nel mirino della giustizia francese, accuse di obsolescenza programmata

09 Gennaio, 2018, 18:19 | Autore: Piera Gizzi
  • Apple nel mirino della giustizia francese, accuse di obsolescenza programmata

L'iniziativa giudiziaria presentata il 27 Dicembre 2017 riporta le accuse contro Apple in merito alla netta riduzione delle prestazioni dei propri device, nella fattispecie quelli indirizzati al segmento degli smartphone.Si tratta di una pratica che si risolve nella formalizzazione di un reato perseguibile nel contesto della Repubblica francese, dove una Legge emanata nel Luglio 2016 consente di prendere adeguate contromisure in merito alla questione. Vedremo se in Italia, in scia all'inchiesta francese, ci sarà la mobilitazione da parte di alcune Associazioni dei Consumatori che, se le accuse dovessero essere confermate, potrebbero avviare una class action a tutela degli utenti dell'iPhone. L'obiettivo sarebbe stato quello di velocizzarne i tempi della sua sostituzione. È questa l'accusa che la Francia lancia alla casa di Cupertino, in California: spetterà alla procura, ora, stabilire le reali colpe dell'azienda americana e deciderne le sanzioni. Laetitia Vasseur, fondatrice dell'associazione HOP (Halte à l'obsolescence programmée) dice che "dobbiamo rallentare, la vita diventa frenetica, viviamo in una società dello stress e dell'angoscia permanente". Per la prima volta una Procura francese avrà il compito di accertare se una grande azienda (in questo caso il colosso di Cupertino) abbia messo in atto delle tecniche per ridurre deliberatamente la durata di funzionamento del prodotto, con lo scopo di velocizzarne il processo di sostituzione e in questo modo venderne di più.

La storia è questa: con uno dei recenti aggiornamenti software di iOS, Apple ha intenzionalmente rallentato le prestazioni degli iPhone datati, in determinate circostanze. Apple però ha negato di aver fatto qualcosa per accorciare volontariamente la vita dei suoi dispositivi. Il Paese transalpino è stato il primo a mettere formalmente al bando l'invecchiamento precoce dei prodotti elettronici con una legge del 2015 a firma dell'ex ministra dell'Ambiente Ségolène Royal che prevede pene fino a due anni di reclusione.

L'inchiesta, apertasi formalmente lo scorso 5 Gennaio 2018, è stata affidata al Servizio investigativo nazionale della Direzione generale della concorrenza, degli affari dei consumatori e del controllo delle frodi (DGCCRF). Per recuperare la fiducia dei propri clienti, l'azienda ha deciso un taglio dei prezzi delle batterie fuori garanzia (a partire dall'iPhone 6) di sessanta euro, passando da 89 a 29 euro.

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