Scuola, la protesta delle maestre a Roma davanti al ministero dell'Istruzione

09 Gennaio, 2018, 14:15 | Autore: Doriano Lui
  • Scuola, la protesta delle maestre a Roma davanti al ministero dell'Istruzione

In caso contrario, annuncia Pacifico, la mobilitazione continuerà e partiranno nuove azioni legali, per annullare in Europa o in Cassazione la sentenza della plenaria del Consiglio di Stato. A Roma, la contestazione si svolge davanti al ministero dell'Istruzione; a Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari, davanti agli uffici scolastici regionali.

A indire lo sciopero, i sindacati Saese, Anief e Cub. "Abbiamo chiesto all'Avvocatura dello Stato di darci le linee attuative della sentenza del Consiglio di Stato. Appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee", ha detto la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli intervista da Sky Tg 24 a proposito dello sciopero dei maestri delle primarie e delle scuole dell'infanzia. Prima di quella data, il titolo era sufficiente per accedere all'insegnamento. Ecco quale sarà il percorso della manifestazione a Roma e per cosa si sta protestando. Tanti i cartelli di protesta e le bandiere, ma la situazione è assolutamente tranquilla e tenuta sotto controllo dalle forze dell'ordine. "Uno sciopero non basta sia chiaro. L'apertura del ministero la rispediamo a mittente". Già in due occasioni le Gae sono state riaperte dal Parlamento, nel 2008 e nel 2012, senza attendere il parere dell'Avvocatura dello Stato, peraltro ancora in ingiustificato silenzio. Da mettere in conto anche la guerra tra poveri: le assunzioni, infatti, avevano fatto indignare altrettanti laureati che non hanno avuto accesso al ruolo pur essendosi formati secondo le modalità post-riforma.

Allo stato attuale però, sono quasi 43.600 i diplomati magistrali depennati dai giudici dalle graduatorie ad esaurimento che portano ad una cattedra di ruolo.

Ed è arrivata la solidarietà di Salvini: "Da papà prima che da politico sono solidale con le migliaia di insegnanti oggi in piazza, azzerati da una sentenza assurda e dall'incapacità del governo". Una decisione gravissima, che colpisce decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori della Scuola italiana con anni di precariato alle spalle, e che apre la strada a quello che si prospetta essere il più grande licenziamento di massa dal dopoguerra ad oggi.

"Una vicenda cominciata nel 2001, quando vennero chiuse le scuole magistrali, e proseguita con la riforma Moratti, che ha fissato come requisiti per poter insegnare la laurea e la scuola di specializzazione".

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