Influenza, assalto al pronto soccorso del Versilia

10 Gennaio, 2018, 23:38 | Autore: Fausta Monteleone
  • Influenza oltre 1800 al pronto soccorso. Assalto in guardia medica per i certificati

Giulio Gallera, assessore al welfare, spiega che la "vera" soluzione sarà però una vaccinazione contro l'influenza ancor più "di massa".

Lo afferma Roberto Carlo Rossi, presidente dell'ordine milanese, sulla propria pagina Facebook, chiedendo anche che vengano aumentati gli organici negli ospedali e che si faccia educazione sanitaria a scuola per evitare che persone poco informate corrano al pronto soccorso se non c'è effettivo bisogno. Nonostante l'aumento dei letti, in pronto soccorso si sono accumulati sino a 70 barelle e i pazienti sono rimasti in attesa del posto in reparto anche oltre le 48 ore: "L'ospedale ha attivato un supporto interno - spiega Chiaravalle - Personale medico e infermieristico di Medicina e Geriatria sono venuti in PS per curare i pazienti "già chiusi" cioè quelli in attesa di un posto in reparto". Ma il Centro Nazionale Sangue precisa che le carenze sono locali, sotto controllo e non serve un compensazione fra le Regioni.

Intanto, salgono a sei le vittime dell'influenza in Puglia: un 58enne e un 71enne, entrambi con gravi patologie pregresse e non sottoposti a vaccinazione antinfluenzale, si aggiungono alle quattro vittime pugliesi dell'influenza, e dieci persone sono ricoverate in gravi condizioni.

Il picco di influenza anche in Lombardia va fronteggiato cercando di evitare il più possibile le code ai pronto soccorso. "Al momento attuale non esiste alcuno stato di allerta", sottolinea attraverso una nota l'Asl 5 della Spezia che torna a ribadire come "questi rientrino nei casi attesi" invitando la popolazione a recarsi nei pronto soccorso "unicamente in caso di reale necessità, possibilmente dopo aver effettuato una visita medica che può essere erogata anche in regime di continuità assistenziale". "È una risposta che l'ospedale garantisce nella sua complessità".

Un'emergenza continua, almeno fino a domenica. "Alibi - denuncia il sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed - per non prendere atto di una realtà che è il prodotto dei tagli di posti letto e di personale effettuati in tutti gli ospedali pubblici dal 2010 ad oggi".

Raccomandato: