Arresti ndrangheta, 169 in manette

12 Gennaio, 2018, 15:48 | Autore: Santina Resta
  • Ndrangheta maxi operazione dei carabinieri 169 arresti tra Italia e Germania   
                       
                
         Oggi alle 07:15

Tra le persone finite in manette c'è anche il presidente della Provincia di Crotone, Nicodemo Parrilla, oltre ai sindaci di Strongoli e di Mandatoriccio, insieme con una decina di amministratori pubblici locali. L'ordinanza di custodia cautelare dell'operazione "Stige" è stata firmata dal gip di Catanzaro Giulio De Gregorio su richiesta del procuratore Nicola Gratteri, dell'aggiunto Vincenzo Luberto e dei sostituti Domenico Guarascio, Fabiana Rapino e Alessandro Prontera.

Documentata l'infiltrazione mafiosa in diversi settori economici e imprenditoriali, sia in italia sia all'estero, che ha consentito al sodalizio di strutturarsi come una vera e propria holding criminale capace di gestire affari economici per milioni di euro. Parrilla inizia la sua attività di sindaco di Cirò Marina nel 2006, candidato dalla sinistra con la quale rompe proprio per come aveva governato il Comune della seconda città della provincia di Crotone, per numero di abitanti.

Nella fase investigativa si è riscontrato come il clan avesse infiltrato il tessuto economico crotonese nel settore dei prodotti tipici, ma gli interessi spaziavano anche ai servizi funebri e dell'accoglienza migranti.

Duro colpo alla 'Ndrangheta quello inferto dai Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Crotone che dall'alba di oggi sono impegnati in una maxi operazione tra Italia e Germania.

In Germania l'organizzazione criminale imponeva ai ristoratori di origine l'acquisto di vino, prodotti di pasticceria e semilavorati per la pizza prodotti da imprese legate alla cosca.

Altri arresti ndrangheta. Imponente operazione quella che ha portato all'arresto di 169 persone in Italia e Germania. Inoltre, è stato documentato il controllo e l'ingerenza mafiosa, grazie alla collusione di appartenenti alle amministrazioni pubbliche locali, anche nel settore: dell'accoglienza dei migranti, dove è stata disvelata la riconducibilità alla cosca di una struttura immobiliare, adibita a centro di accoglienza profughi, gestita da una serie di cooperative compiacenti, i cui rappresentanti fungevano da collegamento con gli enti pubblici per ottenere finanziamenti e autorizzazioni. Sequestrati beni per circa 50 milioni di euro.

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