Perché Ripple e altre criptovalute stanno precipitando

12 Gennaio, 2018, 00:26 | Autore: Doriano Lui
  • Perché Ripple e altre criptovalute stanno precipitando

Come dichiarato dal ministro, attraverso il suo dicastero le autorità centrali sono in procinto di elaborare un decreto per vietare l'acquisto e la vendita di bitcoin, ma per tramutare questo atto in legge occorre una maggioranza qualificata all'Assemblea Nazionale di almeno 297 membri: un processo che potrebbe richiedere, per essere definitivamente concluso, diversi mesi.

Ma la battaglia di Seul contro il Bitcoin non si è fermata agli annunci.

Le criptovalute si stanno facendo strada prepotentemente e nell'anno passato, il 2017, dove grazie al successo del Bitcoin, che ha toccato un valore per ogni singola unità di 20.000 dollari, si sono affermate come metodo di pagamento del futuro sempre più certo grazie alla tecnologia che c'è dietro alle criptovalute. Pochi giorni fa Warren Buffett, leader del gruppo di investimenti americano Berkshire Hathaway e vero guru di Wall Street, aveva avvertito sulla fragilità di questi strumenti: "Faranno una brutta fine", preannunciando così un ridimensionamento delle quotazioni. Telegram invece vuole creare una propria rete blockchain, che si chiamerà Telegram Open Network, e inserire nel programma di messaggistica un portafogli elettronico per i Gram con un'interfaccia molto più facilmente utilizzabile e comprensibile rispetto a quelle delle altre monete virtuali attuali. Di fronte all'immediata ondata di e-mail di protesta sul sito internet della Casa Blu, il Palazzo presidenziale, il portavoce del capo dello Stato si è affrettato a precisare che la decisione non è ancora presa e le transazioni hanno ripreso vigore. Le ripercussioni si sono avvertite anche negli altri mercati di criptovalute.

Una questione di soldi.

Il fatto però è che se la Costituzione prevede questo iter, nella sostanza si tende a seguire tutt'altro approccio: solo una piccola parte di queste leggi in realtà viene discussa in Parlamento, e ciò accade perché il Brasile è un paese enorme, preda della burocrazia e di ostacoli strutturali che rendono difficile rispettare alla virgola quanto scritto nella Carta fondamentale dello Stato. Il tutto senza dover sborsare cifre astronomiche per entrare nell'affare.

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