Roma: Gentiloni, serve efficienza

12 Gennaio, 2018, 19:49 | Autore: Santina Resta
  • Gentiloni attacca la Raggi:

"Quando è stato fatto il tavolo per Roma, qualcuno tra noi ha alzato il sopracciglio, ma noi siamo il governo della Repubblica e nei confronti di una città come Roma abbiamo sempre spirito di collaborazione, anche se non sempre è facile che ci sia da entrambe le parti per una certa riluttanza ad affrontare questo confronto". Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, intervenendo all'evento "Una costituente per Roma" organizzato da Roberto Giachetti al Teatro di Adriano.

Romano e cresciuto politicamente nell'amministrazione della città, Gentiloni volge il suo sguardo alle modalità operative: "Roma non è una città che si può governare cercando semplicemente di gestire le emergenze che ci si presentano giorno per giorno, settimana per settimana. E non mi pare che siamo in una condizione di avere il massimo dell' efficienza".

"Noi siamo il governo - ha assicurato Gentiloni - e non possiamo non avere uno spirito di collaborazione su Roma anche se talvolta questo aiuto è stato accolto con sospettosa riluttanza".

"Il governo - conclude - c'è, apprezza lo sforzo per dare alla città un respiro lungo e sollecita tutti ad avere per Roma l'ambizione universale che questa città merita".

"Un patto costituente per Roma, che guardi al 2021 a prescindere da chi sarà il prossimo sindaco, che coinvolga tutte le forze politiche": questa l'iniziativa promossa da Giachetti. "La crisi di Roma -ha premesso il ministro Calenda- è anche la crisi della struttura industriale della città".

"Non si può non guardare a Roma se non con la prospettiva di lungo termine" ha detto ancora il premier. "Le risposte del sindaco sono 'Non vengo, forse mando qualcuno, non posso fare la delibera'". "Roma ha un vestito sgualcito - ha detto Giachetti -, va riorganizzata. Farlo tutti assieme con lo spirito di una Costituente per la città è il più grande contributo che possiamo dare". All'incontro, oltre a Gentiloni, hanno partecipato anche i ministri dello Sviluppo e delle Infrastrutture Carlo Calenda e Graziano Delrio, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente della Comunità di Sant'Egidio Andrea Riccardi. Assente, proprio la destinataria del j'accuse del premier, Virginia Raggi. "Mi ha scritto alla fine il cerimoniale del Campidoglio - ha detto - spiegando che non poteva essere presente per impegni istituzionali". Calenda e Delrio, ha ironizzato, "hanno scoperto tardi la difficoltà di parlarci...".

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