I clienti Banca Etruria possono rivalersi su Ubi

13 Gennaio, 2018, 01:57 | Autore: Doriano Lui
  • Premiata la linea di Adiconsum Ubi chiamata a rispondere su comportamento scorretto Banca Marche

Stando a quanto comunicato dall'Autorità, "in dodici mesi sono pervenuti all'Acf 1.879 ricorsi". L'organismo di risoluzione stragiudiziale dei contenziosi tra i risparmiatori e gli intermediari, infatti, è stato istituito in data 9 gennaio del 2017 presso la Commissione nazionale per le società e la Borsa. Il 63% delle decisioni è stata favorevole ai ricorrenti, che hanno visto riconoscersi 5,2 milioni di euro di risarcimento. Ecco in dettaglio i risultati dell'attività: le decisioni assunte al 31 dicembre scorso sono state 305, di cui 187 di accoglimento e 118 di rigetto dei ricorsi.

Sono stati ben 358 i ricorsi che, invece, sono stati dichiarati irricevibili o inammissibili, e di questi ben 191 hanno riguardato le due banche venete per le quali la Consob non ha potuto ricevere e valutare i ricorsi che sono stati presenti dai relativi azionisti per effetto della revoca, nel mese di luglio del 2017, dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria. "Le decisioni dell'Arbitro - spiega Consob - hanno trovato quasi sempre esecuzione a beneficio dei risparmiatori".

Per altri 103 ricorsi è stata dichiarata l'estinzione del procedimento su richiesta del ricorrente, prima della conclusione dell'istruttoria, quasi sempre a seguito di un soddisfacente accordo raggiunto nel frattempo con il proprio intermediario. In quasi tutti i casi finora decisi (oltre 100, per risarcimenti complessivi riconosciuti pari a 3,5 milioni di euro) sono state accolte le richieste risarcitorie. "Alla luce di questa sentenza è quindi possibile fare causa direttamente alla Banca evitando di procedere contro gli ex amministratori che non sono solvibili vista l'importanza delle cifre in gioco". Come scrive il Mattino a pagina 15, l'Arbitro si è pronunciato su una serie di ricorsi di investitori in azioni di Banca Marche nell'aumento di capitale del 2012. Per parte loro, gli intermediari paiono privilegiare l'adempimento formale, direi rituale degli obblighi. In un solo caso l'intermediario soccombente ha scelto di non adeguarsi. "Di qui i casi di fiducia tradita, vera o presunta".

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