Lazio: Rossi, Leu sostenga Zingaretti

13 Gennaio, 2018, 05:38 | Autore: Santina Resta
  • Lazio: Rossi, Leu sostenga Zingaretti

Il partito, guidato dal presidente uscente del Senato Piero Grasso, non sosterrà il candidato del Pd Giorgio Gori.

Tutti gli appelli sono caduti nel vuoto. Fossimo in lui, daremmo il sostegno a Zingaretti e Gori contrattando, in caso di vittoria, una presenza significativa di Liberi e uguali nelle giunte regionali.

Ma è il "niet" a Gori che alza la tensione a sinistra. Serve una proposta chiara di sinistra di governo, alternativa alla destra.

Il "no" in Lombardia era nell'aria. "Siamo un progetto politico plurale, è normale che ci siano posizioni diverse", rassicura Grasso. "Siamo dalla parte giusta", rivendica davanti ai delegati lombardi il capogruppo Mdp Francesco Laforgia.

Laura Boldrini intanto condiziona un'alleanza post voto con il Pd a un "cambiamento di rotta" e frena anche su una possibile intesa con i Cinque stelle.

Divisi alle elezioni politiche, insieme alle Regionali.

La candidatura di Rosati è stata accolta positivamente da Nicola Fratoianni che ha commentato: "Grazie a Onorio Rosati, perché si fa carico di una sfida grande, importante, difficile". "Con Gori - ha scritto Enrico Rossi su Fb - in Lombardia è opportuno aprire un confronto sul programma, perché rispetto a Maroni non basta #faremeglio, come dice lo slogan Gori, ma si deve cambiare idee e politiche", "nel Lazio non sostenere Zingaretti, un uomo di sinistra, è un errore perché dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri".

Toni più istituzionali sceglie il premier Paolo Gentiloni, con il suo primo appuntamento di campagna elettorale davanti agli amministratori Pd riuniti al Lingotto di Torino. "Ma non sono in grado di influenzare un partito che notoriamente non mi ama". LeU ha identificato una serie di paletti per appoggiare il governatore Pd dai rifiuti alla legge sulla rigenerazione urbana, da un azione più incisiva sulle crisi aziendali a un reddito minimo garantito per il reinserimento dei lavoratori espulsi dal ciclo produttivo e massicci investimenti sul diritto allo studio. Sta gestendo lui questa partita del Lazio e della Lombardia. Il problema non è legato a rancori personali, il problema è tutto politico che non si rimuove a fronte di una presunta contendibilità tra il centrodestra e centrosinistra, perché Maroni è uscito di scena.

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