Licenziamenti all'Embraco: i lavoratori arrabbiati occupano la provinciale

13 Gennaio, 2018, 16:42 | Autore: Doriano Lui
  • PER INGRANDIRE

A dirlo ai sindacati è stato il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che si è comunque impegnato a provare a far cambiare idea alla Whirlpool.

Agenpress - La Embraco, multinazionale di proprietà brasiliana che fa capo al gruppo Whirlpool, ha annunciato cinquecento licenziamenti, che corrispondono grosso modo alla chiusura della fabbrica di Riva presso Chieri. Da ottobre i lavoratori e i sindacati avevano lanciato l'allarme per una situazione che non lasciava ben sperare.

"A Riva di Chieri rimarranno solo gli uffici marketing e vendite mentre la produzione verrà spostata all'estero" dice ad Askanews Michele De Luca, Rsu Uilm all'Embraco. Si tratta di un passo avanti, positivo che l'Embraco si sia resa disponibile a valutare le proposte del ministro: il mantenimento dell'attività produttiva nel sito di Riva di Chieri e l'individuazione di un soggetto interessato a rilevare l'area, con un progetto di re-industrializzazione e il ricorso alla cassa integrazione per crisi. La decisione arriva dopo aver valutato "diversi scenari alternativi" ma "nessuno di questi ha rappresentato una soluzione appropriata per continuare la produzione nello stabilimento". Non si capisce come l'azienda intenda mantenere la "presenza in Italia di cui parla nella nota dal momento che intende cessare la produzione".

Federico Bellono, segretario della Fiom di Torino, "lo scenario che ci viene presentato è di gran lunga il peggiore tra quelli che si potevano prefigurare: dalla riduzione dei volumi annunciata nelle scorse settimane si passa al loro azzeramento, e quindi alla chiusura dell'attività produttiva".

A distanza di poche ore dall'annuncio della Embraco di licenziare 497 dipendenti sui 537 complessi, ecco le prime azioni da parte degli stessi lavoratori, avvenute questa mattina, giovedì 11 gennaio 2018. Due le novità emerse: la possibilità di una cassa integrazione per crisi e un nuovo incontro previsto per lunedì, all'AMMA di Torino. Ieri era intervenuto anche l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, che aveva espresso ai lavoratori la solidarietà della Chiesa e promesso di interessare anche Papa Francesco della loro vicenda.

Raccomandato: