Maroni, carta di "governo" del Cavaliere contro Salvini

13 Gennaio, 2018, 23:52 | Autore: Santina Resta
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Più tardi con una nota la segreteria del presidente di Forza Italia precisa che le paroledi Berlusconi "son state parzialmente fraintese" e che ilpresidente "si è limitato a constatare che il Jobs Act èsostanzialmente fallito, perché non ha indotto le imprese acreare occupazione stabile, ma quasi esclusivamente lavoroprecario". "I dati sull'occupazione giovanile - ha sottolineato Berlusconi, contestando la soddisfazione di Renzi e del Pd - riguardano in gran parte i contratti a termine , tanto è vero che otto contratti su dieci sono a tempo determinato". L'abolizione del jobs act aumenterebbe i contenziosi, portando si più lavoro ma per gli avvocati impegnati nelle procedure di conciliazione. Il leader di FI sulle prospettive della coalizione di centrodestra con Lega, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia di Cesa ha dichiarato: "Non credo che si verificherà una situazione di stallo elettorale che potrebbe rendere necessarie le larghe intese; sono convinto che il centrodestra avrà una maggioranza superiore al 40%, e avrà una solida maggioranza". "Un milione di posti di lavoro promessi da lui, li abbiamo realizzati noi". "Non si può lasciare l'Italia a M5S". Il giuslavorista e parlamentare del gruppo Misto (ma eletto nel Popolo della Libertà nel 2013) Giuliano Cazzola si dice sconcertato dalle dichiarazioni di Berlusconi.

Ancora più imbarazzante della card è la "spiegazione" dello Staff che ci fa sapere che sapevano che qualcuno avrebbe storto il naso (wow).

Silvio Berlusconi a tutto campo da Bruno Vespa in vista delle elezioni politiche e regionali. Il segretario del Pd prova a fare il "duro" con gli avversari, in particolare con il Cavaliere: "Non so come possa Berlusconi negare la realtà dei fatti".

Scontro sul Jobs Act fra Berlusconi e Renzi. "Ribadisco, però, quello che ho detto ieri, ho deciso di non ricandidarmi per ragioni personali e ho dato la mia disponibilità, ma non ho chiesto e non chiedo nulla, non pretendo nulla, non mi candido a nulla, se non a una nuova vita". Modificando la maggiore flessibilità in uscita prevista dal contratto a tutele crescenti previsto soltanto per le nuove assunzioni e non per chi ha un vecchio contratto nelle aziende con più di 15 addetti (che ha conservato l'impianto dell'articolo 18).

In questo quadro, come ripete da mesi il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, "non sono auspicabili passi indietro su riforme, come il Jobs act, che stanno dimostrando di dare slancio al Paese".

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