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Androni Sidermec: mercoledì il vernissage ad Arona, domani al Trofeo Laigueglia

12 Febbraio, 2018, 04:11 | Autore: Eufebio Giannola
  • Androni Sidermec: mercoledì il vernissage ad Arona, domani al Trofeo Laigueglia

È il ciclista ventisettenne trentino ad aver vinto la cinquantacinquesima edizione della corsa ciclistica d'apertura per professionisti che oggi ha visto al via 140 corridori di 22 diverse squadre. L'ascesa a colla Micheli ha fatto la vera selezione con Moser che ha sferrato il suo attacco decisivo, andando a scollinare da solo e seguito a distanza solo da Gavazzi e Bagioli. Analoga la soluzione: uno scatto perentorio sull' ultima ascesa del Colla Micheri ed arrivo solitario. E sono sufficienti pochi chilometri per veder andar via la fuga: si avvantaggiano il francese Julien El Fares (Delko Marseille), il norvegese Audun Brekke Fløtten (Team Virtu Cycling) e l'italiano Francesco Bettini (D'Amico Utensilnord), nipote del grande Paolo Bettini. I tre arrivano ad avere un vantaggio massimo di quasi 10 minuti. Moreno Moser, nipote del celebre Francesco, si prende la corsa ligure davanti a Paolo Totò (Sangemini MgKvis) e Matteo Busato (Wilier Triestina - Selle) per un podio tutto italiano. Cominciate le asperità, il gap si restringe: sul Capo Mele perde contatto Bettini, sul Testico resta in testa il solo El Fares a tenere duro sul plotone guidato dagli uomini della Ag2R La Mondiale e della Androni - Sidermec. Sulla Colla Micheri, successivamente ad un attacco di Moreno Moser (nazionale italiana), sono in undici ad avvantaggiarsi: assieme al corridore della Astana troviamo Mattia Cattaneo, Marco Frapporti, Francesco Gavazzi e Fausto Masnada (Androni Giocattoli); Clement Chevrier, Silvan Dillier, Hubert Dupont, Quentin Jauregui e Mickael Cherel (AG2R); Simone Andreetta (Bardiani - Csf).

Moreno Moser dà spettacolo e si aggiudica meritatamente il Trofeo Laigueglia 2018. L'azione di Dillier, però, ha avuto l'effetto di cambiare radicalmente la situazione alle sue spalle: l'Androni ha preferito continuare con un ritmo regolare e questo ha favorito il rientro da dietro di una decina di corridori tra cui anche corridori importanti come Ben Hermans, Gianluca Brambilla e Mauro Finetto o altri pericolosi come Paolo Totò, Nicola Bagioli e Roland Thalmann.

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