Elezioni politiche 2018: come funziona il Rosatellum

04 Marzo, 2018, 06:23 | Autore: Fausta Monteleone
  • Elezioni 2018 abbiamo un grosso problema troppi italiani non sanno come funziona il voto

Sotto il nome del candidato uninominale c'è il simbolo della lista o delle liste collegate assieme all'elenco dei candidati nel collegio plurinominale. Ecco un piccolo glossario.

La Legge 3 Novembre 2017, n. 165 non prevede premio di maggioranza, ma una doppia soglia di sbarramento: il 3% per le liste singole alla Camera e il 5% al Senato. Si voterà seguendo il nuovo sistema elettorale denominato "Rosatellum", che a prima vista sembrerebbe avvantaggiare le coalizioni composte da più partiti politici, proprio come accadeva con il vecchio "Mattarellum". Si vota domenica 4 marzo dalle 7 alle 23. Bisognerà contentarsi, dunque, della democrazia rappresentativa e delle elezioni perché sono, allo stato, il miglior modo che hanno i cittadini per avere un peso nelle decisioni che riguardano il Paese.

Barrare solo il nome del candidato del collegio uninominale.

Nei collegi plurinominali vengono eletti più candidati, secondo l'ordine di presentazione nelle liste e nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto in proporzione ai voti ottenuti dal singolo partito o coalizione. Si può votare una lista, ma non si può scegliere a quale candidato di quella lista far arrivare il vostro voto. In ogni scheda sono riportati nome e cognome dei candidati al collegio uninominale (in alto): ottiene il seggio il candidato più votato.

Sulla scheda, il nome del candidato uninominale sarà scritto con lettere più grandi in un rettagolo sopra la lista o le liste a cui è collegato. Se si sceglie una lista in un'altra coalizione, la scheda viene invalidata. Non c'è voto disgiunto, non si può votare un candidato di centrodestra e una lista di centrosinistra.

Per eleggere candidati nel proporzionale, una lista deve raccogliere almeno il 3 per cento dei voti su base nazionale per la Camera, mentre al Senato riceve seggi anche se - fallendo l'obiettivo del 3 per cento a livello nazionale - ha ottenuto in una sola regione almeno il 20 per cento dei voti. Quindi se una delle liste che formano la coalizione ha ricevuto il 30 per cento dei voti, riceverà anche il 30 per cento dei voti di chi non ha votato esplicitamente per nessuna lista di quella coalizione. L'assegnazione dei restanti seggi del territorio nazionale (386 alla Camera e 193 al Senato) sarà effettuata attraverso il metodo proporzionale in collegi plurinominali. L'innegabile fragilità del quadro politico (e partitico) attuale, fortemente accentuato dalla rinnovata scelta proporzionale, spinge a domandarsi se (e come) da queste elezioni riuscirà a formarsi un governo in grado di sostenere le sfide della prossima legislatura.

La legge permette le candidature multiple: si potrà essere candidati in un seggio uninominale e in fino a cinque collegi proporzionali.

Ipotesi numero 2, voto alla lista: la "X" in questo caso può essere segnata sul simbolo di una lista e il voto andrà così al partito e automaticamente al candidato uninominale che il partito stesso appoggia e anche ai candidati del listino riportato accanto.

Raccomandato: