Elezioni 4 marzo 2018: risultati M5S al sud, dove ha vinto

05 Marzo, 2018, 17:48 | Autore: Piera Gizzi
  • Elezioni 4 marzo 2018: risultati M5S al sud, dove ha vinto

Il Partito Democratico, ai minimi storici, è sconfitto da un esito che lo vede al di sotto del 20%, terzo partito italiano, andrà all'opposizione.

Nessuna coalizione o partito singolo ha ottenuto (dati ancora in aggiornamento) il 40 per cento dei voti sia in Senato sia alla Camera. Il centro-sinistra si ferma al 24,06%, con il Pd che non va oltre il 19,77%. Dai dati in continuo aggiornamento si può intuire quindi ciò che precedentemente era stato previsto, ovvero, non c'è una maggioranza definita nel prossimo Parlamento, bisognerà quindi, allearsi per arrivare ai 316 seggi alla Camera e 158 al Senato. Nel dettaglio dei risultati schiacciante conferma del Movimento Cinque Stelle, che, arrivando al 31,8% degli elettori, conquista in maniera netta quasi tutto il sud d'Italia e ampie zone del centro, Abruzzo e Marche soprattutto.

Cosa farà Mattarella, ora cosa accadrà? Altra ipotesi potrebbe essere un Governo tecnico sostenuto da centrodestra e centrosinistra e in questo caso il Movimento Cinque Stelle sarebbe non determinante. Da un certo punto di vista, si completa dunque il ciclo di rinnovamento della classe politica italiana.

Al crollo del Pd, da una parte, fa eco quello di Forza Italia nel centrodestra, in alcuni Comuni (anche grandi) appena sopra il 10%.

Sono giudizi improntati alla cautela e all'attesa quelli che arrivano dai primi report di analisti e banche dopo i risultati delle elezioni politiche del 4 marzo con la vittoria del Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio e il successo della Lega di Matteo Salvini che nella coalizione di centrodestra supera in consensi Forza Italia di Silvio Berlusconi.

In questo caso, però, difficilmente Di Maio potrebbe incassare la fiducia senza scendere a patti con i possibili alleati sulla squadra di governo, cosa che potrebbe far alterare la lista di ministri presentata dallo stesso ex vicepresidente della Camera prima delle elezioni. Una eventuale alleanza tra M5s e Leu non avrebbe la maggioranza in Parlamento, stessa cosa per una ipotetica maggioranza Pd e Fi. "Nel medio termine, rimaniamo della visione che la prossima legislatura sarà caratterizzata da instabilità politica che potrebbe culminare in una crisi di governo o elezioni anticipate". Basti pensare che un italiano su 2 ha votato per queste due formazioni politiche. Ed è altresì simile la figura dei due leader, Salvini e Di Maio: entrambi mai con un ruolo di governo prima di oggi ed entrambi con ben poche scelte pratiche da mettere in pratica dopo questo voto che li ha "consacrati".

Era ampiamante atteso che si arrivasse a un parlemnto senza maggioranza, quello che invece il mercato non prevedeva era l'incremento delle forza populiste e la debole performance dei moderati.

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