I 5 anni di papa Francescoun percorso tra ecumenismoe riforma della Curia

12 Marzo, 2018, 14:44 | Autore: Santina Resta
  • La frase omessa di Benedetto nella lettera a Francesco

Ma papa Francesco durante la liturgia all'interno della basilica ha altresì ammonito: "Il mondo oggi è spesso abitato dalla paura".

Conclude il card. Kasper: "Il desiderio di molte persone, dentro e fuori la Chiesa, per il quinto anniversario del pontificato di Papa Francesco è che Dio possa dargli ancora più tempo ed energie per completare la sua missione profetica". "La rabbia e l'egocentrismo si guariscono, se andiamo incontro con simpatia, rendiamo ragione della speranza e aiutiamo a incontrare i poveri, che sono veri maestri di verità della vita". "È una malattia antica: nella Bibbia ricorre spesso l'invito a non avere paura.Il nostro tempo conosce grandi paure di fronte alle vaste dimensioni della globalizzazione".

In questi cinque anni non sono mancati gli incidenti di percorso, come nomine sbagliate causate probabilmente dalla poca conoscenza dell'ambiente romano o dichiarazioni un po' avventate, poco protocollari, che non hanno mancato di scatenare gli oppositori.

Cinque anni difficili per un papa che ha tentato, e sta tentando, di riformare la Curia trovandosi ad affrontare resistenze di ogni genere. "Se siamo da soli, siamo presi facilmente dalla paura".

Infine, è la sinodalità l'idea chiave che ispira Papa Bergoglio nel suo servizio alla Chiesa cattolica: la parola greca "sinodo" vuol dire "camminare insieme".

"Il futuro del mondo appare incerto". L'ottantenne Giovanna, impegnata nel movimento di anziani della comunità, Jafar, 15 anni, palestinese siriano arrivato in Italia con i corridoi umanitari, la 23enne Laura, volontaria nella Scuola della Pace per i bambini poveri di Ostia, e Mauro Garofalo, responsabile delle relazioni internazionali di Sant'Egidio, che sta operando da mediatore in Centrafrica. Poi Papa Francesco guarda alle tante guerre aperte, e pensa ai dolori "del popolo siriano", strappando l'applauso di tutta la basilica. "Ma la Parola del Signore è luce nel buio e dà speranza di pace; ci aiuta a non avere paura anche di fronte alla forza del male". "L'uomo è in ascolto della parola o del silenzio di Dio nella misura in cui si apre, amando liberamente, a questo messaggio della parola o del silenzio del Dio della rivelazione" (Uditori della parola, Borla, Torino 1967, 145). Bergoglio cita il suo predecessore e futuro santo Paolo VI: "Diceva: "La scoperta dei 'segni dei tempi' risulta da un confronto della fede con la vita", così che "il mondo per noi diventa un libro". "Questa è la spiritualità che viene dal Concilio, che insegna una grande e attenta compassione per il mondo".

"Questo anniversario - ha proseguito il Papa - vorrei che fosse un anniversario cristiano: non un tempo per misurare i risultati o le difficoltà; non l'ora dei bilanci, ma il tempo in cui la fede è chiamata a diventare nuova audacia per il Vangelo". Però attenzione: "Il futuro del mondo globale è vivere insieme: questo ideale richiede l'impegno di costruire ponti, tenere aperto il dialogo, continuare a incontrarsi". Non è solo un fatto politico o organizzativo. Il cristiano non può e non deve voltarsi dall'altra parte perché "per vocazione è fratello di ogni uomo, specie se povero, e anche se nemico". Non dite mai: Io che c'entro? "Eh, bella parola - dice "a braccio" - per lavarsi le mani". Ciascuno è chiamato a cambiare il proprio cuore assumendo uno sguardo misericordioso verso l'altro, per diventare artigiano di pace e profeta di misericordia. "Si tratta di perseverare nella ricerca di mezzi compatibili con il bene di tutti, per accoglierli, proteggerli, promuovere il loro sviluppo umano integrale e integrarli ". "I poveri sono il vostro tesoro!".

Il Papa incoraggia i membri della Comunità: "Oggi, ancora di più, continuate audacemente su questa strada". Continuate a stare accanto ai bambini delle periferie con le Scuole della Pace, che ho visitato; continuate a stare accanto agli anziani: a volte sono scartati, ma per voi sono amici. Continuate ad aprire nuovi corridoi umanitari per profughi della guerra e della fame.

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