Il delitto di Avetrana stasera a "Storie maledette"

12 Marzo, 2018, 18:05 | Autore: Bianca Mancini
  • STORIE MALEDETTE – Franca Leosini in prima serata con le interviste esclusive a Sabrina Misseri e Cosima Serrano

La prima puntata è andata in onda nel 1994, ma il programma non è mai invecchiato. Non della televisione, ché la prima puntata della sua trasmissione ha fatto meno della metà degli ascolti di Fabio Fazio; e decisamente nemmeno del buon gusto, come avrà notato chi domenica sera l'ha vista scherzare, ridere, parlare di sesso e altre amenità con Sabrina Misseri, condannata in terzo grado (terzo grado, Cassazione) all'ergastolo per aver ammazzato una ragazzina di 15 anni. A "Storie maledette" è stato ripercorso infatti dalla giornalista uno dei delitti che, durante gli ultimi anni, hanno annientato per la sua crudeltà il mondo intero.

Dalle parole di Cosima emergono "verità", fino ad ora sconosciute: "La piccola Sarah era molto legata a noi, voleva farsi adottare e portava una mia foto nella borsa dicendo che si trattava di sua madre".

- più grave ancora, sulle "cimici" nella casa dei Misseri: le microspie c'erano (fonte: Franca Leosini) oppure non c'erano (fonte: Sabrina)?

Quando infine si arriva a quel pomeriggio di agosto, quando avvenne l'omicidio, e ai messaggi tra Sarah e l'amica Mariangela, che per gli inquirenti altro non furono che il tentativo di depistare le indagini, la giovane scoppia in lacrime: "Mi hanno dipinta come un serial killer".

Sabrina prosegue ripercorrendo il rapporto con Ivano Russo, da quando lo ha conosciuto a quando è giunto l'amore, poi l'ossessione, che sembra, come gli stessi inquirenti affermano sia stata la causa del terribile omicidio. Gelosa anche delle attenzioni che Ivano riservava alla piccola Sarah e dell'invaghimento di quest'ultima per il ragazzo. "Lo sto scoprendo adesso", dice Sabrina alla Leosini.

Leusini ha incontrato Sabrina e Cosima [VIDEO] separatamente per evitare che si influenzassero a vicenda, ma ha creato una sceneggiatura sapiente in cui interagiscono alternandosi nel racconto. La cronaca non ha tempo, i colleghi della nera si muovono per forza di cose in orizzontale, io invece mi posso permettere di lavorare in verticale. Storie maledette non è un'intervista, è una struttura narrativa, una sceneggiatura che prende in esame gli aspetti ambientali, psicologici e culturali oltre che giudiziari. "Era un puntino tenue sulla mappa di Puglia, Avetrana". I protagonisti di "Storie Maledette" non sono mai professionisti del crimine, ma persone che sono piombate nel baratro di una maledetta storia, della quale o sono responsabili o pagano l'alto prezzo di una colpa della quale si professano innocenti.

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