Oseghale intercettato in carcere: "Ho ucciso io Pamela"

12 Marzo, 2018, 16:43 | Autore: Santina Resta
  • CARTELLA CLINICA PAMELA MASTROPIETRO

Le indagini sull'omicidio di Pamela Mastropietro potrebbero essere vicini alla definitiva svolta. Sono queste le parole che il nigeriano Innocent Oseghale rivolge alla compagna durante un colloquio.

"Ho ucciso io Pamela, e ho fatto tutto da solo", avrebbe detto Innocent Oseghale nel carcere di Marino del Tronto, in cui è detenuto da un mese e mezzo. Per le accuse di omicidio, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere sono in carcere oltre a Oseghal anche Desmond Lucky, 22 anni, chiamato in causa da Oseghale come pusher dell'eroina per la ragazza, e Lucky Awelima, 27 anni, fermato a Milano mentre forse stava tentando di scappare; un quarto nigeriano è indagato a piede libero. Una dichiarazione in contraddizione con le versioni fornite agli inquirenti ai quali aveva detto che Pamela si era sentita male dopo aver assunto droga.

La confessione sarebbe stata registrata nel corso di un incontro con la compagna, a cui è stato consentito di incontrarlo in carcere: ma i loro colloqui, ovviamente, sono stati intercettati e registrati. Proprio in questi giorni sul corpo di Pamela Mastropietro è stato trovato il dna del nigeriano.

Pamela Mastropietro, il nigeriano Innocent Oseghale intercettato in carcere:

Poi il massacro del corpo della diciottenne è univocamente ritenuto un lavoro complesso, fatto con cura e precisione: poche ore non sarebbero state sufficienti per una persona sola per compiere il delitto.

Sul balcone della casa i Ris hanno ritrovato qualche traccia.

Secondo la ricostruzione che il giovane africano ha fatto al pm, avrebbe incontrato Pamela il giorno seguente alla sua fuga dalla comunità 'Pars' di Corridonia, dove era ricoverata per la sua dipendenza dalle droghe, ai giardinetti pubblici, dove la ragazza gli avrebbe chiesto una dose di eroina.

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