Una persona su quattro a rischio povertà, l'allarme di Bankitalia

12 Marzo, 2018, 18:37 | Autore: Doriano Lui
  • Una persona su quattro a rischio povertà nel 2016

Secondo l'indagine di Bankitalia, in Italia quasi una persona su quattro era a rischio povertà nel 2016. Il rischio povertà "è più elevato per le famiglie con capofamiglia più giovane, meno istruito, nato all'estero, e per le famiglie residenti nel Mezzogiorno, spiega Palazzo Koch".

Infine non cambia la quota di italiani indebitati con un mutuo, mentre si riduce il debito al consumo, ma solo nelle famiglie con capofamiglia di oltre 45 anni. L'indice di Gini, una misura della disuguaglianza che varia tra 0 e 1, e' salito al 33,5% (33% nel 2014 e 32% nel 2006), un livello simile a quello registrato nella seconda meta' degli anni novanta dello scorso secolo. Il livello di poverta' e' quello di persone che dispongono di un reddito equivalente inferiore al 60% di quello mediano.

Oltre il 40% di questa quota è detenuta dal 5% più ricco, che ha un patrimonio netto in media pari a 1,3 milioni di euro. Il 30% piu' ricco delle famiglie italiane ha circa il 75% del patrimonio netto rilevato nel complesso, con una ricchezza netta media di 510.000 euro.

Le disuguaglianze nella ricchezza e nei redditi: la ricchezza media delle famiglie corrisponde a circa 206.000 euro, ma il valore medio è di gran lunga inferiore, 126.000, per via della grande asimmetria nella distribuzione.

REDDITO MEDIO - Nel 2016 il reddito equivalente medio delle famiglie italiane e' cresciuto del 3,5% rispetto al 2014, interrompendo la caduta, pressoche' continua, avviatasi nel 2006. Nonostante l'inversione di tendenza, "il reddito equivalente è ancora inferiore di 11 punti percentuali a quello registrato" nel 2006, spigano da via Nazionale.

Secondo le informazioni riportate dagli oltre 7.000 nuclei familiari intervistati, nel 2016 il reddito annuo familiare, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali, è stato in media pari a circa 30.700 euro (30.600 euro nel 2014). Diminuiscono, tra il 2014 e il 2016, i redditi da lavoro autonomo, da proprietà e da pensione e trasferimenti; il questo ultimo caso, il calo è derivato dalla riduzione della quota di famiglie che li percepiscono. Inoltre "nel Mezzogiorno, il 13,3 per cento degli individui vive in famiglie senza alcun percettore di reddito da lavoro rispetto al 6,1 nel Nord e 6,9 nel Centro", prosegue l'indagine. Alla fine del 2016, la quota di famiglie che detenevano attività finanziarie è ancora salita, all'84% dal minimo del 79% raggiunto nel 2012, tornando sui livelli prevalenti prima della crisi finanziaria.

Infatti il 70% delle famiglie possiede l'abitazione in cui vive (una quota piuttosto stabile, anche se in calo significativo per le fasce piu' giovani) e le attivita' 'reali' - che includono appunto immobili, ma anche aziende e oggetti di valore - pesano per ben l'87% del patrimonio lordo delle famiglie italiane. La quota di proprietari e' pero' ancora diminuita tra le famiglie con capofamiglia fino a 45 anni (dal 59 al 52 per cento tra il 2006 e il 2016).

Tra il 2014 e il 2016 la ricchezza netta e' diminuita, quasi interamente per effetto del calo del prezzo delle case.

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