Hitler contro Picasso e gli altri: L'ossessione nazista per l'arte

14 Marzo, 2018, 09:34 | Autore: Bianca Mancini
  • Hitler contro Picasso e gli altri. L'ossessione nazista per l'arte, di Claudio Poli

"Hitler contro Picasso e gli altri" è il film documentario diretto da Claudio Poli, con Toni Servillo, visibile al cinema il 13 e il 14 marzo distribuito da Nexo Digital, e prodotto da Nexo Digital e Sky Arte.

Martedì 13 e mercoledì 14 marzo in 320 sale cinematografiche italiane (compreso SpazioCinema al Cremona Po) uscirà il documentario Hitler contro Picasso e gli altri, una pellicola che 'parla' cremonese: il regista è infatti il pescarolese Claudio Poli, ma anche una delle sceneggiatrici, Arianna Marelli, è originaria della città del Torrazzo.

Un appuntamento con un pezzo di storia oscuro ma da non dimenticare ed anzi approfondire. "Ossessione" è proprio la parola che ricorre più spesso nel film, esce dalla bocca di Toni Servillo che si presta per fare da voce narrante. La mostra, portata in dodici tappe tra Austria e Germania, fu visitata da due milioni di persone: emerse con forza inarrestabile la portata liberatoria dell'arte, il messaggio rivoluzionario delle avanguardie e il loro fascino sovversivo decisamente più attraente dei manierismi e dei noiosi paesaggi teutonici esibiti dall'Arte germanica.

"Un altro aspetto che emerge dalla visione del documentario Hitler Contro Picasso E Gli Altri" è il rapporto tra arte e nazismo, illustrato come Hitler e i suoi generali riuscirono ad appropriarsi di sterminate collezioni d'arte che riguardavano la cosiddetta "arte degenerativa". E Picasso è stato forse l'unico a comprendere le paure di Hitler, a comprendere che la dichiarazione di guerra del Führer all'arte degenerata era una questione politica, perché l'arte non è mai indifferente. Tra gli artisti all'indice Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Marc Chagall, El Lissitzky. Anche Goering, compulsivo collezionista compilò una lista di opere che avrebbero dovuto comparire nella sua proprietà non lontano da Berlino, a Carinhall. "Un artista è un politico attento agli eventi strazianti, ardenti o dolci del mondo" dirà Picasso nel 1945, "la pittura non è fatta per decorare appartamenti".

Una violenza, questa, che ancora oggi getta la sua pesante ombra sugli eredi che in Hitler contro Picasso e gli altri ricostruiscono i fasti familiari e il barbaro modo con cui sono stati dispersi. "È uno strumento di guerra offensivo e difensivo contro il nemico".

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