Caso Cambridge Analytica allarmante

21 Marzo, 2018, 20:07 | Autore: Santina Resta

Bannon - silurato lo scorso agosto dal presidente Usa - ha supervisionato i primi tentativi di Cambridge Analytyca di raccogliere dati sul social network come parte di un ambizioso programma per costruire profili dettagliati di milioni di elettori statunitensi.

Il datagate che ha travolto Facebook si arricchisce di nuove rivelazioni, con la comparsa sulla scena di Steve Bannon. Insomma, sarebbe stato Bannon ad approvare nel 2014 una spesa di circa un milione di dollari per acquistare dati personali raccolti anche su Facebook.

Nella nota si legge che la richiesta a arriva "a seguito della recente diffusione di notizie relative all'attività svolta dalla società Cambridge Analytica, cui ha fatto seguito l'indagine dell'autorità indipendente britannica ICO - Information Commissioner's Officer relativa ai rapporti tra partiti politici, 'data companies' e piattaforme online per la profilazione degli utenti e la personalizzazione dei messaggi elettorali". Ad affermarlo è Chris Wylie, la "gola profonda" che ha dato vita allo scandalo.

"Noi dovevamo avere l'approvazione di Bannon per qualsiasi cosa, era il capo di Alexander Nix, che non poteva spendere nulla senza l'approvazione", ha detto Wylie, riferendosi al Ceo di Cambridge Analytica che ieri è stato sospeso dopo che Channel 4 ha trasmesso la registrazione in cui si vantava di realizzare "trappole" contro gli avversari politici dei suoi clienti. Bannon ha ricevuto 125mila dollari per consulenze dalla Cambridge Analytica nel 2016 e possedeva azioni della compagnia per un valore oscillante tra uno e cinque milioni di dollari.

Il caso di Cambridge Analytica è allarmante.

Wylie afferma che sia Bannon che Rebekah Mercer, la figlia di Robert considerata la vera 'mecenate' di Breitbart e dei gruppi dell'alt right, parteciparono alle conference call nel 2014 durante le quali vennero discussi i piani per la raccolta dei "data" di Facebook.

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