Voragini, frane e alluvioni. Ecco quanto rischiano i romani

08 Апреля, 2018, 07:08 | Autore: Doriano Lui
  • Cosa sappiamo delle buche di Roma e perché si formano?

L'Autorità di distretto idrografico dell'Italia Centrale - che ha inglobato l'Autorità di Bacino del Tevere - ha messo insieme le sempre più presenti emergenze meteoriche e territoriali relative al perimetro della Città Eterna, tracciando il Primo rapporto sul rischio alluvioni, frane, cavità del sottosuolo e acque sotterranee. "Sono particolarmente a rischio per fenomeni più recenti le zone di collina di Monte Mario, viale Tiziano, Monteverde vecchio e Balduina", si legge. I Municipi più colpiti dal fenomeno sono il V, il VII e il II, corrispondenti ai quartieri Tuscolano, Prenestino e Tiburtino, ma anche nel Centro storico ci sono zone di rischio come all'Aventino, al Palatino e all'Esquilino. In seguito, si conta una media di più di 90 all'anno, con un picco nel 2013 di 104 episodi. "Al 31 marzo del 2018 ne sono state registrate 44".

Ma la mappa del rischio idrogeologico a Roma conta anche 32 chilometri di cavità e gallerie sotterranee, 700 chilometri di reticolo idraulico con canali e fossi in stato di grave degrado, 22 relitti di barche affondati nelle acque del Tevere e abbandonati, 120 ettari di golene su 1.150 cementificate da manufatti anche abusivi, 9 chilometri di rive in degrado, 2,7 chilometri di banchine con smottamenti e 59 installazioni con pochi ormeggi adeguati.

Oggi nella capitale il rischio alluvioni ed esondazioni interessa "1.135 ettari dove vivono e lavorano circa 250mila persone: la più elevata esposizione d'Europa".

Esempio eclatante è il sistema fognario capitolino, che in alcuni punti non è in perfetta efficienza, principalmente a causa della mancanza di una corretta e continua manutenzione dei tombini e della scomparsa (per sversamento di rifiuti e vegetazione spontanea) di circa 700km di indispensabili via d'acqua tributarie del Tevere e dell'Aniene.

Le situazioni di rischio nella Capitale sono state raccontate da un rapporto curato dall'Autorità di Distretto Idrografico dell'Italia Centrale.

. "Già dal 2015, infatti, sono state avviate svariate iniziative, anche con la collaborazione di Università, Istituti e Agenzie nazionali, quali l'Ispra e l'Asi, per la mappatura dei fenomeni franosi che possono coinvolgere la rete stradale Anas e per lo studio della vulnerabilità idrogeologica delle opere d'arte della rete stradale Anas - dicono - Tra queste, un progetto pilota per l'esecuzione di attività di monitoraggio superficiale dei versanti prospicenti l'A19 con la tecnica sperimentale dell'Interferometria Differenziale da Sensori Satellitari (DInSAR)".

Anche le frane non sono da meno. La causa principale della formazione delle voragini a Roma è la presenza di numerose cavità sotterranee scavate dall'uomo soprattutto per l'estrazione dei materiali da costruzione. Ora la piena, ora la voragine, ora il crollo, ora le buche.

Per mettere 'a norma' la Capitale e ridurre lo stato di pericolo, Italiasicura, l'Autorità di distretto e la Regione Lazio hanno individuato e pianificato le opere necessarie, con un piano ad hoc ribattezzato 'Roma Sicura': un piano decennale per una cifra complessiva che sfonda il miliardo di euro, 104 milioni all'anno - di cui i fondi per il primo anno già disponibili tramite il Piano Città metropolitane di Italiasicura - per 10 anni, con un totale di 1.040 milioni di euro. È stato quantificato anche l'investimento complessivo di oltre un miliardo per "garantire nell'arco di dieci anni l'impresa della prevenzione strutturale e della massima sicurezza possibile del rischio idrogeologico nell'area urbana".

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