Trump minaccia altri 100 miliardi di dazi. L'ira della Cina

09 Aprile, 2018, 00:23 | Autore: Doriano Lui
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Ben poco insomma. Morale: "una guerra commerciale - secondo gli economisti di Deutsche Bank - avrebbe solo il risultato di spingere Pechino a 'punire gli interessi economici americani in Cina'".

"Alla luce delle ingiuste rappresaglie della Cina, ho dato mandato ai rappresentanti Usa per il Commercio di valutare se 100 miliardi di ulteriori dazi siano appropriate", ha affermato giovedì Donald Trump. Il ministero del Commercio è anche pronto a lanciare dazi su 128 merci statunitensi importate per un valore complessivo di 3 miliardi di dollari, per controbilanciare le perdite causate dai dazi sulle importazioni di acciaio e di alluminio varati dall'amministrazione Usa. Anche in questo caso la Cina ripagherebbe con la stessa moneta. Sì, l'equivalente dell'imposizione per venditori che non hanno stabile organizzazione, limitato alle imposte indirette.

"Da allora Wall Street ha perso il 7%, Francoforte il 4%, Shanghai il 5,3% e Milano il 2%". L'Information Technology Industry Council (ITI) di Chicago, in una nota diffusa ieri, ha condannato la guerra delle tariffe inaugurata dalla Casa Bianca, bollandola come inutile e dannosa: "Se la storia ci insegna qualcosa, già sappiamo che queste tariffe non funzioneranno e si dimostreranno totalmente controproduttive". Giovedì è stata innescata la miccia: il presidente americano Donald Trump ha promosso nuovi dazi su oltre 1.300 prodotti cinesi. Possibile, probabile, che qualche passaggio riguardi - con la misurata leggerezza diplomatica anche le attuali schermaglie con gli Stati Uniti. Trump aveva messo dazi su 1600 prodotti cinesi per 60 miliardi di dollari. Ma se si prendesse il totale dei prodotti americani venduti nel Paese orientale, calcola Deutsche Bank, il deficit di 'vendite' sarebbe di appena 30 miliardi. "Dopo un'indagine dettagliata, l'USTR ha rilevato prove schiaccianti del fatto che le azioni irragionevoli della Cina stanno danneggiando l'economia americana".

Fetta che, ed è facile capirne la ragione, rischia di essere la più duramente colpita dallo scontro commerciale Washington Pechino. Dopodiché l'amministrazione Usa valuterà come procedere. Se la Cina pensa di poter fare a meno delle importazioni statunitensi di questo alimento, evidentemente non è tanto perché può procurarsela altrove, ma perché il fine politico che c'è dietro la sua scelta la rende comunque vantaggiosa.

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