Tim, Elliott ha opzioni per un altro 4,93% del capitale

10 Апреля, 2018, 17:22 | Autore: Doriano Lui
  • Il fondo Elliott sale e sfiora il 9% di Telecom

Il dettaglio degli acquisti è stato comunicato alla Sec, la Consob americana. Il pacchetto totale ammonta dunque al 13,7%, secondo quanto riscontrato dall'ANSA.

Elliott oltre ad aumentare la partecipazione in azioni ha rivisto le sue opzioni che ora corrispondono a una partecipazione potenziale del 4,93%.

Elliott ritiene che un Consiglio composto da amministratori veramente indipendenti sia il modo più efficiente ed efficace per migliorare la governance e le performance di TIM.

Gli azionisti hanno "l'opportunità di liberare un importante valore per la società sostenendo la nostra proposta, il cui pilastro principale è la piena indipendenza del cda di Tim, così da potersi concentrare sulla creazione di valore per gli azionisti". Elliott ricorda che il valore nascosto dovuto al mancato scorporo dell'infrastruttura di Tim rappresenta il 41% della capitalizzazione di mercato. Sul piano Transforming Tim di Elliott si legge anche che il fondo ha assicurato un "pieno sostegno al piano industriale del management" e ribadito di non volere "il controllo di Tim" ma di avere interessi "allineati a quelli degli altri azionisti di minoranza". Contestualmente, Elliott ha presentato la sua lista - ieri era il termine ultimo -. Infine Iss fa notare che "Elliott non sta cercando posti per se stessa, o per spingere un particolare piano strategico".

Addio a Vivendi, benvenuto Elliott: quale futuro per Telecom? Elliott continua a ribadire che non si terrà l'assemblea del 4 maggio perché il cda sarà integrato il 24 aprile.

Il board di Tim è di fatto decaduto dopo la decisione di Vivendi, primo socio del gruppo con il 23,94%, di fare dimettere la maggioranza dei consiglieri come reazione alla richiesta di Elliott (9% del capitale) di integrare l'ordine del giorno dell'assemblea stessa con la richiesta di revoca di 6 consiglieri in quota Vivendi (risultati poi tra gli 8 dimissionari) e la loro sostituzione con dei candidati indipendenti.

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