Siria, la strategia interventista di Macron

14 Aprile, 2018, 03:18 | Autore: Santina Resta
  • Le prove di Macron inchiodano Assad: “Utilizzate armi chimiche in Siria”

Il conflitto siriano, come è noto, non è solamente uno scontro interno tra governo, forze ribelli e quel che rimane dell'Isis, ma è divenuto una guerra internazionale a cui partecipano attivamente sia le grandi potenze Usa e Russia, ma anche quelle regionali, dalla Turchia all'Iran, dall'Arabia Saudita ad Israele sino agli Hezbollah libanesi.

Anche la Francia potrebbe essere della partita.

Riguardo alla minaccia della guerra in Siria, che lascia il mondo con il fiato sospeso ed occupa il primo posto nei media, sul n.15 dell'agenzia giornalistica statunitense EIR si precisa: I cosiddetti "caschi bianchi" sono notoriamente vicini ad Al-Qaida ma ciononostante i media occidentali li adottano quale fonte credibile sulla Siria, chiamandoli semplicemente "attivisti".

Angela Merkel
Angela Merkel

L'importanza delle alleanze politiche e militari non è messa può essere messa in dubbio in questa fase così incerta delle relazioni internazionali.

Trump, in forte difficoltà anche in politica interna (vedi il Russiagate) e in ambito commerciale (il suo protezionismo sta suscitando malumori anche presso gli alleati), prosegue la dimostrazione muscolare già esercitata contro la Corea del Nord e approfondisce il livello della seconda guerra fredda contro Mosca, peraltro già avviata nei fatti in epoca Obama con lo stanziamento di basi antimissili ai confini della Russia.

Le minacce di Trump però, non sono affatto piaciute al governo siriano che, avrebbe definito "spericolate" e "avventate" le dichiarazioni americane. In quella di Ankara i presidenti erano solo tre. E il paese russofobo è chiaramente gli Stati Uniti. Chiede quindi "l'immediata costituzione di un cessate il fuoco e di una totale fine delle violenze e degli attacchi, oltre che degli abusi, contro i civili", a protezione dei quali autorizza "ad adottare tutte le misure necessarie" ad esclusione di "una forza di occupazione straniera in qualsiasi forma su qualsiasi parte del territorio libico"; istituisce una zona d'interdizione al volo sulla Libia, autorizzando ogni misura necessaria per far rispettare il divieto; rafforza l'embargo sulle armi e l'azione contro i mercenari, consentendo ispezioni forzate in "porti e aeroporti, in alto mare, su navi e aerei". "Donald Trump e Theresa May hanno condannato il feroce disprezzo del presidente siriano Assad per la vita umana e hanno concordato di non consentire che continui l'uso di armi chimiche", hanno fatto sapere ieri dalla Casa Bianca dopo lo scontro in Onu contro il rappresentante di Putin. "Gli passa mai per la mente di usare la linea sicura e chiamare i funzionari responsabili alla CIA, all'NSA o altrove, e chieder loro se pensino che le notizie siano corrette?" Alla domanda se verranno presi di mira da raid impianti siriani che producono armi chimiche, il presidente francese ha risposto che "quando decideremo dovremo verificare tutte le informazioni". Questa volta, Trump (che non è Kennedy) twitta, annuncia e poi si smentisce. Haydar ha poi aggiunto che l'amministrazione di Afrin lavorerà in coordinamento con la giunta della città di Aleppo.

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