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Real-Juve, Buffon non si pente: "Ridirei tutto, ho sbagliato solo nei modi"

15 Апреля, 2018, 03:35 | Autore: Eufebio Giannola
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L'altra sera era finita la partita da un'ora e mezza, quindi quello che uno esterna sono sentimenti, pensieri forti.

Intervistato ai microfoni de 'Le Iene', Gianluigi Buffon ribadisce il pensiero esternato a caldo dopo la dolorosa eliminazione dalla Champions League: "Seppur esternandoli in maniera eccessiva, erano pensieri che avevano una logica, che ridirei, magari con un linguaggio più civile". Il portiere dei Campioni d'Italia ha chiarito di non essere pentito di ciò che a detto, se non per i modi usati. La bandiera della Juve ha avuto modo di ribadire quanto dichiarato nel post partita dopo il rigore assegnato al Real Madrid al 93°: "Io non devo rimediare perché io sono un essere umano che mette passione, sentimenti, arrabbiature... trovo modi di parlare, giusti o sbagliati che siano, alcune volte eccessivi... ma sono questo, sono Gigi Buffon".

"Per certi aspetti sono stato ineducato, ma sono i sentimenti di un uomo che non si trincera dietro a un velo di ipocrisia e butta fuori quello che le viscere gli dicono e punto". Un arbitro con più esperienza non avrebbe fischiato, avrebbe lasciato correre e si sarebbe girato dall'altra parte. "Che fosse il campo a parlare".

Sull'arbitro Oliver: "È un ragazzo che farà carriera, è stato sfortunato a trovarsi in una situazione così ingarbugliata".

Il portiere prosegue: "Mi sono sentito defraudato di una partita irripetibile". Secondo me viene mandato un arbitro troppo giovane ad arbitrare una partita importante.

"Potevamo scrivere una pagina di calcio memorabile per la Juve e per l'Italia - continua Buffon - la nostra vittoria si sarebbe abbinata a quella della Roma, sarebbe stato qualcosa di incredibile, di pazzesco". E una cosa dubbia in una partita simile, a 20 secondi dalla fine della gara, un arbitro di esperienza, che ha già solcato determinati campi e tutto, secondo me fa un altro tipo di valutazione. Lasciatevelo dire da uno che di averne viste un po' nella vita: è un qualcosa di impareggiabile, di pazzesco. "Quello che ho fatto era dovuto per difendere i miei compagni e i 5000 venuti a sostenerci, a costo di macchiare la mia immagine". "Ma, per come era nata e come si stava evolvendo questa sfida, era la più bella e più emozionante che avessi vissuto con la Juventus". D'altra parte è tutto un fiorire di 'Io sto con Gigi" e di recriminazioni contro l'ex juventino colpevole, "solo perché non ti hanno accontentato", di attaccare "chi ti ha reso famoso e ricco anche quando eri ex".Tanti a puntare il dito contro il ruolo di opinionista di Sky, che lo ha reso "da subito allineato alla nuova linea editoriale di Caressa &C.

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