Messina Denaro, le intercettazioni: "Ha fatto bene a sciogliere nell'acido il ragazzino"

21 Aprile, 2018, 14:59 | Autore: Santina Resta
  • Operazione “Anno zero” 22 arresti nella notte tra Campobello Castelvetrano Partanna

Dall'alba di stamane Polizia, Carabinieri e Direzione investigativa antimafia (Dia) stanno eseguendo un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Palermo nei confronti di ventidue presunti affiliati alle famiglie mafiose di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna (Trapani). Tutti sono indagati per associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, detenzione di armi e intestazione fittizia di beni, reati aggravati dalle modalità mafiose.

"COME PADRE PIO" "Vedi, una statua gli devono fare. una statua. una statua allo zio Ciccio che vale". Don Ciccio e il figlio vengono accostati dai due interlocutori, uno dei quali cognato del boss ricercato, ai santi e a padre Pio, e vengono idolatratati. Padre Pio ci devono mettere allo zio Ciccio e a quello accanto. Così uno dei mafiosi fermati dalla Dda di Palermo che ha messo in cella boss e favoreggiatori del latitante Matteo Messina Denaro a marzo scorso parlavano, non sapendo di essere intercettati, di Matteo Messina Denaro e del padre Francesco, capomafia di Castelvetrano morto nel 1998. "Arrestami! Che fa, non posso dire quello che penso?".

Il figlio del pentito Santino, fu rapito, tenuto sotto sequestro per 779 giorni, ucciso e sciolto nell'acido per indurre il padre, collaboratore di giustizia ed ex-mafioso, a ritrattare. La conversazione e' del 19 novembre del 2017.

Le intercettazioni che hanno preceduto il blitz contro i presunti fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro tirano in ballo una delle pagine più drammatiche della storia recente italiana: "Ha sciolto a quello nell'acido?" "Se la stirpe è quella. suo padre perché ha cantato?", conviene l'interlocutore. E il primo continua, esaltando la decisione di uccidere il bambino di 15 anni come giusta ritorsione rispetto al pentimento del padre, colpevole ai loro occhi di avere danneggiato Cosa nostra. Non contento il boss aggiunge: "ha rovinato mezza Palermo quello... allora perfetto". "Se tenevi a tuo figlio, allora sei tu che non ci tenevi". Intrecci familistici, una mafia fatta in casa, col boss che si fida solo dei prossimi congiunti, tutti progressivamente arrestati: l'altra sorella Anna Patrizia tre giorni fa si è vista confermare in Cassazione la condanna a 14 anni e 6 mesi e in cella ci sono pure i nipoti Francesco Guttadauro e Luca Bellomo, il cugino Giovanni Filardo e sono appena usciti l'altro fratello, Salvatore Messina Denaro e il marito di Patrizia, Vincenzo Panicola.

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