Agrigento, i vescovi contro la mafia a 25 anni dall'anatema di Wojtyla

09 Mag, 2018, 23:07 | Autore: Santina Resta
  • Venticinque anni fa la visita di Papa Giovanni Paolo II, il programma delle celebrazioni a Caltanissetta

I vescovi non si stancano di ripetere che "la mafia è peccato", "la mafia è incompatibile con il Vangelo" e ricordano che quando Papa Giovanni Paolo II chiese loro di convertirsi la mafia rispose con gli attentati del luglio 1993, a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio al Velabro. "E, per questo motivo, anche come un'incrinatura fatale nella virtù religiosa, che finisce così per risultare depotenziata e travisata". E il "prolungamento" dell'invito alla conversione rivolto agli uomini e alle donne di Cosa nostra, per uscire dalla condizione di "scomunica de facto" che entra in vigore anche a prescindere dalla "scomunica de jure": "Anche a voi, fratelli e sorelle che vi trovate invischiati nelle paludi della mafia, desideriamo prolungare l'eco del monito di San Giovanni Paolo II: Convertitevi!".

"Peccato - prosegue la lettera - è l'omertà di chi col proprio silenzio finisce per coprirne i misfatti, così facendosene - consapevolmente o meno - complice - Peccato ancor più grave è la mentalità mafiosa, anche quando si esprime nei gesti quotidiani di prevaricazione e in una inestinguibile sete di vendetta". La Conferenza episcopale siciliana sa bene che "la mafia è un problema che tocca la Chiesa, la sua consistenza storica e la sua presenza sociale in determinati territori e ambienti, il vissuto dei suoi membri, di quelli che resistono all'invadenza mafiosa e di quelli che invece se ne lasciano dominare". UN NUOVA PEDAGOGIA Il rinnovato discorso ecclesiale sulle mafie, che si e' andato configurando negli anni scorsi, in particolare in Sicilia e nel resto del Meridione d'Italia, "ha progressivamente permesso alla comunita' credente, nel suo complesso, di prendere le distanze dal silenzio che pur era stato prima ambiguamente mantenuto in pubblico riguardo al fenomeno mafioso". Deve piuttosto preoccuparci che il nostro discorso soffra di una certa inefficacia performativa: cioe' non giunga a interpellare e a scuotere davvero i mafiosi. "Peccato gravissimo è l'azione mafiosa, sia quando viene personalmente eseguita sia quando viene comandata e delegata a terzi". Per i loro atteggiamenti, infatti, i loro crimini e la vita votata al male, i mafiosi "non sono in comunione con Dio", come ha affermato Papa Francesco nella sua omelia nella Piana di Sibari, a Cosenza, in occasione della sua visita pastorale in Calabria del 21 giugno 2014. Il Papa aveva quel giorno, come noi, il cuore ferito. Quell'invito alla conversione - aggiunge - rivolto ai mafiosi, quel grido gli sgorgò dal cuore. La mafia si vendicò poi con le bombe a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio al Velabro e con l'uccisione di don Pino Puglisi.

È stata diffusa oggi, nel giorno in cui si celebra, nella Valle dei Templi di Agrigento, la ricorrenza dei 25 anni dall'appello di San Giovanni Paolo II ai mafiosi, la Lettera della Conferenza episcopale siciliana "Convertitevi!". "Era probabilmente il segno che il grido del Papa aveva fatto breccia". Francesco Michele Stabile (docente di Storia della Chiesa della Facoltà Teologica di Sicilia) e la prof.

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