Istat, un milione di famiglie senza lavoro: raddoppiate in 10 anni

09 Mag, 2018, 16:23 | Autore: Doriano Lui
  • Istat: «Cinque milioni di italiani in povertà assoluta»

Nel 2016, in Italia, 1 milione e 619 mila famiglie si trovavano in condizione di povertà assoluta (6,3%) e 2 milioni 734 mila in povertà relativa (10,6%).

L'incidenza della povertà assoluta e della diseguaglianza sociale in Italia sta aumentando e il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, nel corso dell'audizione sul Def nelle commissioni speciali di Camera e Senato lancia l'allarme: "Per il 2017, il quadro fornito dagli indicatori di benessere mostra diffusi miglioramenti, associati tuttavia all'aggravamento di alcune criticità soprattutto sul fronte della disuguaglianza e della povertà assoluta". Secondo Alleva, la ripresa dell'inflazione nel 2017 può "giustificare" la metà dell'incremento della povertà assoluta. "La restante parte - ha aggiunto - deriva dal peggioramento della capacità di spesa di molte famiglie che sono scese sotto la soglia di povertà". La crescita è stata più vivace al Nord (+1,3%, +35mila) rispetto a quanto osservato nel Centro (+0,7%, +8mila) e nel Mezzogiorno (+0,1%, +2mila). "Nel complesso si stima un leggero miglioramento rispetto al 2016 (15mila in meno), ma la situazione al Sud è in peggioramento (13mila in più)". L'aumento delle famiglie in povertà assoluta è, inoltre, sintesi di una diminuzione in quelle in cui la persona di riferimento è occupata, e di un aumento in quelle in altra condizione.

CRESCITA - Ad aprile si confermano "segnali di decelerazione, che prospettano uno scenario di minore intensita' della crescita" afferma il presidente dell'Istat. Di queste, il 56,1% risiede nel Mezzogiorno.

Roma, 9 mag. (askanews) - Nel 2017 i giovani tra i 15 e i 34 anni occupati sono in aumento dello 0,9% rispetto all'anno precedente (+45mila, +1% gli uomini e +0,7% le donne).

DAZI USA - "La dinamica piu' contenuta degli scambi internazionali influirebbe negativamente sulla crescita complessiva del sistema economico, determinando una diminuzione del Pil di 0,3 punti percentuali rispetto allo scenario base".

Le esportazioni, secondo la simulazione, registrerebbero un rallentamento di 1,1 punti, le importazioni di 0,3 punti.

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