Inail e Istituto italiano di tecnologia, Hannes, nuova mano protesica robotica

12 Mag, 2018, 07:42 | Autore: Doriano Lui
  • Nasce in Italia la mano robotica che muove le dita come quella naturale

Il nome è un omaggio al professor Hannes Schmidl, giá direttore tecnico del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, a cui si deve l'avvio dell'attivitá di ricerca protesica e la prima protesi mioelettrica Inail-Ceca del 1965. E' la protesi robotica che non richiede bisturi e più economica di quelle attuali, nata in Italia nel Rehab Technologies Lab, il laboratorio congiunto nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l'Inail e l'Istituto italiano di tecnologia (Iit).

Verrà applicata conformandosi alle esigenze di peso e qualità dei movimenti dei pazienti, per essere percepita dagli stessi come una parte di sé. Le dita di Hannes si piegano e possono assumere una postura naturale anche a riposo. Il pollice, in particolare, è orientabile in tre diverse posizioni: "pinch grasp", pollice e indice in opposizione, per manipolare oggetti di piccole dimensioni; "power grasp", una presa che consente di spostare oggetti fino a circa 15 chilogrammi; e "lateral grip", per afferrare oggetti molto sottili come fogli o carte di credito. Anche il polso può piegarsi in cinque posizioni, permettendone il movimento rotatorio in entrambe le direzioni. "Il brevetto - spiegano Rinaldo Sacchetti e Lorenzo De Michieli del team scientifico Itt-Inail - conferisce alla mano protesica, mossa da un solo motore, la capacità di afferrare gli oggetti adattandosi alla loro forma e di resistere alle eventuali sollecitazioni esterni, replicando la gestualità e la funzionalità dell'arto naturale".

Le caratteristiche di costruzione del dispositivo robotico Hannes consentono alla batteria di coprire fino a una giornata intera di utilizzo.

Hannes si base su un sistema di tipo mioelettrico, basato cioè gli impulsi elettrici che provengono dalla contrazione dei muscoli della parte residua dell'arto. Fino ad oggi. Perché da qualche tempo a questa parte il signor Zambelli, 64 anni originario di Sant'Agata Bolognese, ha recuperato il 90% della funzionalità della sua mano destra grazie ad Hannes, la protesi robotica sviluppata in collaborazione tra l'Inail e l'Istituto italiano di Tecnologia. "Sono stato inserito - ha continuato Zambelli - nel progetto di ricerca nel 2014 ed è stato molto bello assistere a gran parte del processo di realizzazione". Una tecnologia che consente ai pazienti di comandare la mano semplicemente pensando ai movimenti naturali e senza la necessità di alcun trattamento chirurgico invasivo. "E' inoltre dotato di differenti soluzioni cosmetiche - sottolinea Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'Itt - con guanti di rivestimento diversificati per uomo e donna".

"Abbiamo uno strumento prezioso", ha detto il presidente dell'Inail, Massimo De Felice riferendosi alla mano robotica, che è ormai un vero e proprio prodotto e che ha ricevuta la certificazione CE come dispositivo medico di fase 1.

"La mano bionica - assicura Andrea Urbani, direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute - sarà presa in esame dalla Commissione Lea per un rapido inserimento nell'elenco dei dispositivi a carico del Servizio sanitario nazionale".

È stata presentata oggi a Roma Hannes, un nuovo rivoluzionario modello di mano protesica.

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