Leucemia scoperta in gravidanza: Marzia e il suo bimbo salvati senza chemio

13 Mag, 2018, 02:25 | Autore: Fausta Monteleone
  • Attendere qualche minuto stiamo preparando il video

La paziente, dopo aver scoperto di essere malata di leucemia, ha portato comunque avanti la gravidanza con coraggio e determinazione. Una consulenza con i colleghi dell'ematologia ha poi permesso la diagnosi di leucemia. Ora sia la mamma che il bimbo stanno bene. "È un miracolo - dice la neo mamma come riporta La Repubblica (IL VIDEO) - nessuno può immaginare quello che ho provato quando mi hanno detto che avevo la leucemia". Hanno tentato una tecnica innovativa, i primi in Italia a farlo, per evitare di nuocere al feto abbandonando la chemioterapia.

Il caso di Marzia è stato molto dibattuto perché è la prima volta in cui una cura non chemioterapica viene tentata su una donna in così precoce stato di gravidanza, almeno in Italia.

"Siamo profondamente soddisfatti per questo importantissimo risultato ottenuto con uno straordinario lavoro di ricerca e di assistenza". Andrea è nato il 24 aprile al Policlinico di Palermo. "Ai genitori e al nuovo arrivato facciamo i migliori auguri da parte dell'intera Azienda", conclude Fabrizio De Nicola, Commissario del Policlinico. E adesso la donna, che nel frattempo è migliorata, potrà proseguire con le terapie tradizionali. Le leucemie a seconda della progressione della patologia si distinguono in acute e croniche. La crescita fetale è andata avanti regolarmente e non sono state mai riscontrate alterazioni della conformazione morfologica del bambino e degli annessi. La gravidanza è andata avanti senza complicanze ostetriche fino alla 35,4 settimana quando si è deciso di procedere al taglio cesareo in quanto era già stata raggiunta una maturità fetale soddisfacente. "Il 23 aprile è venuto alla luce A., un bel bambino di kg 2,310 in perfette condizioni di salute e che non ha necessitato di cure intensive neonatali". Anche optando per l'approccio "chemo-free", non era possibile usare uno dei due farmaci ritenuti indispensabili (triossido di arsenico), per la potenziale tossicità sul feto.

La gestante è stata trattata con acido retinoico e ha ricevuto una terapia di supporto per il rischio di emorragia, molto alto nei casi di leucemia promielocitica. "L'inizio della terapia salvavita - spiegano i medici - uccidendo rapidamente le cellule leucemiche, ne determina il rilascio di sostanze particolarmente tossiche". Durante la conferenza stampa per annunciare il successo della sperimentazione, i medici del Policlinico di Palermo hanno spiegato: "Fortunatamente la paziente ha risposto veramente bene al trattamento, con progressiva normalizzazione dei parametri e risoluzione delle complicanze". E dimostra, soprattutto, che c'è una ematologia che funziona; una ematologia che non è solo quella del Policlinico di Palermo ma quella italiana.

Marzia adesso dunque dovrà continuare a lottare contro la malattia.

Raccomandato: