Consultazioni M5S-Lega, i dubbi ei paletti del Colle sui nomi

15 Mag, 2018, 19:03 | Autore: Santina Resta
  • Matteo Salvini e Luigi Di Maio

L'ultimo incontro previsto per queste trattative, estenuanti, di Governo Lega-M5s è in corso in questi minuti: presenti solo Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che al termine dovrebbero comunicare al Quirinale l'esito finale di questa settimana di lavori e tavoli costanti. Non stiamo discutendo sui nomi, ma stiamo discutendo, anche animatamente, sull'idea di Italia, perché se io vado al governo voglio fare quello che ho promesso di fare. Ma qualche altro giorno sì. Mattarella vuole il governo tecnico, mi chiedo però quale sia il tecnico che si presta.

Come ha osservato Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, a La 7, per accontentare Mattarella "Serve un leader con un alto profilo, tecnico o politico che sia, che garantisce la volontà di rafforzare le alleanze" dell'Italia con Europa e Occidente. "Non lo so. Continuo a pensare - ha proseguito il professore - che siamo davanti a un vulnus inferto alla Costituzione". Se dovessimo renderci conto che non possiamo fare quello per cui siamo stati votati, non cominceremmo neanche.

Caldo anche il capitolo migranti con la Lega che propone rimpatri di massa per gli stranieri irregolari e la reintroduzione del reato di immigrazione clandestina. "Ma che vi aspettavate?"

Il leader della Lega Matteo Salvini.

Ad aprire l'ennesimo giro di consultazione, alle 16:30, saranno Luigi Di Maio, Danilo Toninelli e Giulia Grillo per i 5 stelle. E anche sui ministri - almeno su quelli più importanti come Interni, Esteri, Economia e Difesa - Mattarella dirà la sua opinione, e sarà vincolante.

Se dovesse sfumare anche il nome di Conte, avvocato 54enne e vicepresidente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa (eletto dalla Camera dei Deputati), il M5S si giocherebbe di nuovo la carta di Di Maio premier, cosa che a Salvini non potrebbe andare giù, anche perché il nome del leader penta stellato non è benvoluto all'interno della coalizione di centrodestra con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni che hanno più volte ripetuto il loro no. Tra i papabili dell'ultim'ora - sopravvissuti ai veti incrociati - spuntano Giulio Sapelli, economista e docente della Statale di Milano, e Giuseppe Conte, ordinario di Diritto privato all'Università di Firenze: il primo sponsorizzato dalla Lega, il secondo dai Cinque Stelle.

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