Portavoce M5s, Sapelli non è nome che si porta a Colle

15 Mag, 2018, 01:56 | Autore: Santina Resta
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Ma quello che manca è il nome del presidente del Consiglio che Lega e Movimento Cinque Stelle dovranno portare al Capo dello Stato. Matteo Salvini e Luigi Di Maio, attraverso una breve telefonata al Quirinale, hanno assicurato che sono pronti a riferire al presidente Mattarella già lunedì. Inoltre, Tremonti è stato il responsabile economico del governo che ha mandato lo spread a 570 e ha fatto aprire due procedure di infrazione per deficit eccessivo contro l'Italia. Anche da qui i dubbi e i paletti posti da Mattarella pronto ad esercitare il potere di scelta del presidente del Consiglio se il curriculum e le qualità del nome proposto non fossero all'altezza della situazione.

Forse, ma solo forse, tre o quattro personalità politiche della prima Repubblica, certamente nessuno della seconda. Intanto, non si esclude la pista Fraccaro - Giorgetti o, addirittura, come ultima carta, il tandem Salvini - Di Maio. Così Matteo Salvini che afferma: non sono appassionato al toto-nomine ma al toto-cose, anche se può sembrare irrituale tutto ciò.

E certo, la storia di questo paese e il cambiamento si discutono con un figuro come Calderoli, noto per le sue volgarità razziste e i suoi disastri da ministro e parlamentare della Repubblica. Ed ha aggiunto: "Di nomi non abbiamo parlato ma c'è un ottimo clima al tavolo, si stanno affrontando temi importantissimi: per la prima volta nella storia si porta avanti una trattativa sul governo mettendo al centro i temi". Sul nome del premier, M5s e Lega sono però ancora alla ricerca della persona giusta. Oggi i due leader di partito si reincontreranno oggi, per vedere di trovare un accordo. Non si potrà tenere conto, almeno fino ad ora, di una nuova proroga, per cui il nome del premier dovrebbe uscire in giornata.

Ottimismo? Di Maio ha dato l'impressione di nutrirlo.

Prosegue la trattativa tra M5s e Lega sul contratto di governo. Flat tax, legge Fornero e lotta all'immigrazione clandestina il cuore del programma del Carroccio, reddito di cittadinanza e legge sul conflitto di interesse i cavalli di battaglia dei pentastellati. Si tratta di due professori: Giulio Sapelli, economista dell'università statale di Milano, e Giuseppe Conte, ordinario di diritto privato all'Università di Firenze. C'è sostanziale intesa sull'Ilva di Taranto e sul taglio delle tasse, sul rilancio delle infrastrutture e il contrasto alla disoccupazione, su riduzione della burocrazia, tutela dell'ambiente e legittima difesa.

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