Salone del libro Boom di visitatori

15 Mag, 2018, 01:58 | Autore: Bianca Mancini
  • Ieri il Salone del Libro di Torino ha chiuso le biglietterie in anticipo perché era stata raggiunta la capienza massima di visitatori

La prima cittadina ha aggiunto: "Sappiamo che il valore di questo Salone dipende da chi ci ha creduto in questi anni, quindi anche in futuro il Comune garantirà le risorse senza alterarne il perimetro".

"Il marchio rimarrà in mano pubblica e l'organizzazione sarà affidata alla Fondazione per la Cultura", annuncia la sindaca di Torino, Chiara Appendino che rassicura anche i fornitori promettendo "una velocizzazione dei pagamenti". "Non amiamo parlare di evento - afferma Bray - ma di grande progetto culturale, di laboratorio di idee e contenuti". Poche cose si possono dire per certo circa la 32esima edizione del Salone, pare tuttavia imprescindibile la presenza del duo Bray e Lagioa, definiti ormai ironicamente da tutti 'una coppia di fatto che funziona'. Ha ribadito il suo ruolo catalizzatore per l'intero settore della lettura in tutte le diverse declinazioni, produzione, diffusione e promozione, mettendo a disposizione di editori, autori e operatori culturali uno spazio per valorizzare e promuovere le eccellenze editoriali e le sue peculiarità.

SUCCESSO E DISAGI- "Mi fa molto piacere aver deluso gli scettici" ha proseguito soddisfatto Lagioia, "Basta contare i sold out e guardare a le lunghe file per capire l'apprezzamento dei lettori". Si può fare meglio ma è difficile fare di più.

Tante, tante case editrici: una mega libreria internazionale, dove poter camminare tra migliaia di titoli, più o meno interessanti che fossero. "Il Salone non ha avuto bisogno di un nemico, questa è stata una grande prova di maturità". "Ogni anno si spendono mille miliardi di euro per le armi e contemporaneamente ne destiniamo 27 per combattere la fame". Entusiasti anche i commenti della sindaca di Torino, Chiara Appendino, dell'assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi e del direttore Nicola Lagioia. E non solo per quello: "Lavoriamo per reperire i fondi necessari a far sì che il Salone del Libro non debba mai più operare in emergenza e perché il marchio resti pubblico". "Nessuno potrà portarcelo via perché crea una comunità non replicabile altrove e, se continueranno gli overbooking di quest'anno, come Regione potremo rinunciare all'Arena Piemonte per darla in mano agli editori che sono i veri protagonisti di questa avventura". "Il Salone ha centrato il suo obiettivo per quanto riguarda i numeri. Questo risultato dimostra che Torino è il Salone del libro in Italia e impegna tutti, istituzioni e mondo del libro a lavorare per far sì che il patrimonio di competenze e conoscenze maturato con le 31 edizioni non vada disperso".

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