Di Maio: dialogo con Ue, ma no subalterni

16 Mag, 2018, 21:28 | Autore: Santina Resta
  • Dall'Italia  Governo Salvini Siamo al tratto finale. Di Maio Forse domani si chiude

Matteo Salvini fa il punto sullo stato della trattativa con il Movimento Cinquestelle sul contratto di governo.

Nell'incontro serale tra Salvini e Di Maio il segretario leghista ha di nuovo fatto tutte le pressioni di cui è capace per convincere il leader del Movimento 5 Stelle a rinunciare alla sua idea di fare il presidente del Consiglio a tutti i costi, a cui è pervicacemente attaccato fin dalla sera delle elezioni. "Subito". Non è andata così e ora lo stallo prosegue, con però un probabile "fastidio" che Mattarella prova nel vedere la Lega ancora in lizza per un Governo, seppur assieme ai Cinque Stelle.

Salvini: "Siamo al tratto finale". La bozza ha un contenuto molto estremo: si parla per esempio di meccanismi per uscire dall'euro e di parziale bancarotta sul debito italiano detenuto dalle banche centrali. Alcuni cambiamenti sembrano dunque necessari per tornare a "un'impostazione pre-Maastricht in cui gli Stati europei erano mossi da un genuino intento di pace, cooperazione e solidarietà". Mentre Di Maio ha spiegato, in un video su Facebook: "Io più vedo questi attacchi, più sono motivato, perché vedo tanta paura di un certo establishment del cambiamento". Lega ed M5S, pur moderando i toni rispetto alla campagna elettorale, sembrano decisi a rifiutare la logica del non fare niente perché tanto è impossibile.

In quanto ai conti pubblici, la questione è più controversa. È l'unica possibilità che si darebbe Salvini per vedere Di Maio a Chigi, sempre che vada bene a Mattarella.

"Contratto di Governo inquietante". Il comitato sarebbe composto dal premier, dai due leader di Lega e M5S, dai capigruppo di Camera e Senato e dal ministro competente per materia. In un'altra sezione si parla di intervenire sulla prescrizione per ridurla, di aumentare le pene contro la corruzione e di aumentare l'utilizzo delle intercettazioni. La proposta, senza particolari dettagli, è di respingimenti, chiusura delle moschee e delle associazioni islamiche radicali. Nel contratto "c'è il nucleo di quel che vogliamo portare a casa, poi verranno i nomi". Tradotto: o i soldi per la abolizione della legge Fornero e la flat tax, progetti leghisti, o i soldi per il reddito di cittadinanza, progetti grillini. Ultima importante criticità in materia di politica migratoria è la posizione del leader della Lega Matteo Salvini su un'eventuale modifica del "piano Minniti". A far planare l'ipotesi che il governo scelga di non onorare interessi e scadenze dei titoli di Stato acquistati.

Altro punto in cui ancora permane qualche distanza è quello dell'immigrazione. "Su questo - continua -, se parte il Governo, la Lega deve avere mano libera per tutelare la sicurezza de cittadini italiani e smantellare quello che è un business sulla pelle di queste persone". E lo dicono, a distanza, entrambi i leader.

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