Farah, studentessa italo-pakistana riportata in patria e costretta ad abortire

17 Mag, 2018, 16:46 | Autore: Santina Resta
  • Verona, prigioniera della famiglia in Pakistan: «costretta ad abortire»

Perciò hanno portato la giovane studentessa 20enne - di origini pakistane ma residente a Verona - nel loro Paese e l'hanno costretta ad abortire. Ha raccontato di essere stata "legata a un letto e sedata".

Farah ha scritto al fidanzato e alle sue amiche di scuola su Whatsapp, i messaggi inviato sono drammatici: "Mi hanno fatto una puntura e hanno ucciso il mio bambino".

Secondo quanto riportato dal quotidiano L'Arena, l'istituto scolastico aveva deciso nei mesi scorsi di anticipare gli esami di maturità per la giovane pakistana, così da permetterle di portare avanti in serenità la gravidanza. Sulla base della segnalazione dei docenti si è attivata la Digos della Questura scaligera, ma la giovane sarebbe ancora in Pakistan. Gli investigatori hanno attivato il consolato pakistano in Italia mettendo a disposizione tutto il materiale e le testimonianze raccolte. Lo ha riferito l'assessore ai servizi sociali del Comune, Stefano Bertacco. "È stata ospitata in un appartamento protetto fino al 9 gennaio, quando ha comunicato che si era riconciliata con la famiglia e le è stato concesso, essendo maggiorenne, la libertà di scegliere e tornare a casa dai genitori". Questa volta, a rischiare la vita, sarebbe una giovane di 20 anni che vive a Verona, ma che è sparita dal Veneto dallo scorso mese di febbraio.

La giovane aveva anche chiesto di continuare a partecipare agli incontri di mutuo-aiuto organizzati dal Centro con le donne vittime di violenze in famiglia "ma non ha mai partecipato". Poi si è appreso che era tornata in Pakistan per il matrimonio del fratello, probabilmente è stata una scusa per farla allontanare da Verona.

Si teme un nuovo caso Sana Cheema, la ragazza pakistana uccisa nelle scorse settimane dal padre, perché voleva sposare un uomo che viveva in Italia.

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